La nuova Maserati Grecale arriva in un momento in cui molti SUV premium inseguono l’elettrificazione totale, ma il marchio modenese sceglie una strada più sfumata: non archivia il benzina, lo rilancia.
Nel listino della Grecale di ultima generazione il V6 non resta un’eccezione riservata alla versione più estrema, perché ora si affianca a una seconda interpretazione da 390 CV, accanto alla più potente Trofeo da 530 CV. È una mossa che cambia il senso dell’intera gamma, perché sposta il baricentro del modello verso una maggiore identità sportiva senza cancellare le alternative mild hybrid e Folgore.
Un SUV più ricco, non solo più potente
La Grecale resta un SUV di dimensioni importanti per il segmento: 4.846 mm di lunghezza e 2.901 mm di passo raccontano bene il suo posizionamento tra comfort, abitabilità e presenza su strada. Con l’aggiornamento Model Year 2026, Maserati ha ampliato anche la personalizzazione, introducendo una gamma più articolata di colori, allestimenti e combinazioni interne. Non si tratta di un semplice ritocco estetico, ma di un tentativo preciso di rendere la Grecale più coerente con l’idea di lusso su misura che il marchio vuole difendere.
Nel concreto, la famiglia Grecale continua a parlare più linguaggi: c’è la declinazione mild hybrid da 300 CV, la Modena mild hybrid da 330 CV, la nuova variante V6 da 390 CV, la Trofeo da 530 CV e la Folgore elettrica da 550 CV. È un’impostazione rara nel panorama attuale, dove spesso le case semplificano l’offerta; qui, invece, la complessità diventa un vantaggio commerciale e di immagine.
Il V6 da 390 CV: il punto d’equilibrio tra uso quotidiano e carattere Maserati
Il nuovo V6 da 390 CV è il passaggio più interessante dell’aggiornamento. È il motore che porta l’esperienza del sei cilindri su una fascia più accessibile della gamma, offrendo prestazioni già molto serie: 260 km/h di velocità massima e 5,1 secondi nello 0-100 km/h. Numeri che non servono solo a impressionare sulla scheda tecnica, ma a definire una personalità precisa: quella di una Grecale capace di essere veloce tutti i giorni, senza dover per forza puntare al vertice assoluto della Trofeo.
Il valore strategico di questa scelta è evidente. La Trofeo da 530 CV, con 285 km/h di punta e 3,8 secondi nello 0-100 km/h, resta il riferimento della gamma, ma il nuovo V6 intermedio rende più credibile l’idea di un SUV premium a benzina con una forte impronta sportiva. Per molti clienti, la differenza non sta solo nei decimi di secondo: conta il modo in cui il motore risponde, la qualità della spinta, la sonorità e la sensazione di continuità che un sei cilindri sa offrire meglio di un quattro cilindri elettrificato.
La base tecnica, del resto, è quella della famiglia Nettuno: un V6 biturbo di 3,0 litri con soluzioni derivate dall’esperienza racing del marchio, pensato per combinare potenza e raffinatezza meccanica. È qui che Maserati gioca una partita importante, perché difende il proprio patrimonio tecnico in un segmento dove il solo dato ambientale non basta più a raccontare un’auto.
Dentro la Grecale: tecnologia, abitabilità e attenzione al dettaglio
Il fascino della Grecale non si esaurisce sotto il cofano. Fin dal debutto, Maserati l’ha impostata come un SUV capace di unire praticità e contenuto tecnologico, con un abitacolo dominato dal display centrale da 12,3 pollici e dal display comfort da 8,8 pollici. A questo si aggiungono le logiche di bordo digitali, i sistemi di assistenza alla guida e l’impostazione generale dell’abitacolo, pensata per rendere l’auto credibile sia nel traffico urbano sia nei lunghi trasferimenti autostradali.
Con il Model Year 2026, Maserati ha anche rafforzato il lavoro sulla personalizzazione. La gamma Grecale può contare su 32 colori esterni nel programma Fuoriserie, di cui 6 introdotti proprio con l’aggiornamento, oltre a 8 interni dedicati, 4 pinze freno, 5 cerchi per la gamma e un set di combinazioni che porta il modello più vicino a un oggetto sartoriale che a un SUV di produzione di massa. È un dettaglio importante, perché nel mercato del lusso la differenza spesso non la fanno solo i cavalli, ma la possibilità di costruire un’auto davvero personale.
Perché questa mossa conta per Maserati
La scelta di affiancare un V6 da 390 CV al Trofeo da 530 CV dice molto sulla fase che vive Maserati. Da un lato il marchio non rinnega l’elettrico, come dimostra la presenza della Grecale Folgore; dall’altro, evita di ridurre il proprio SUV a un esercizio di marketing elettrificato. In un segmento dove il carattere meccanico ha ancora un peso decisivo, mantenere due livelli di benzina a sei cilindri significa difendere una delle poche cose che rendono immediatamente riconoscibile un’auto del Tridente: il modo in cui unisce prestazione e identità.
Il risultato è una Grecale più completa e più netta nel posizionamento. La versione da 390 CV offre il compromesso più interessante tra intensità e uso quotidiano, mentre la Trofeo continua a presidiare il vertice emotivo della gamma. In mezzo, le mild hybrid restano fondamentali per chi cerca efficienza e accessibilità, e la Folgore presidia il fronte elettrico. Il messaggio finale è chiaro: la nuova Grecale non sceglie un solo futuro, ma prova a tenerli tutti aperti, senza rinunciare alla voce più iconica del proprio repertorio, quella del V6 benzina.
