Bentley Flying Spur 2026: il restyling con fari singoli e 680 CV rilancia la berlina di Crewe
La Bentley Flying Spur entra nel 2026 con un aggiornamento che pesa più di quanto lasci intendere la parola “restyling”.

La berlina di lusso di Crewe non si limita a ricevere qualche dettaglio estetico: adotta un frontale completamente rielaborato, reintroduce i fari singoli per la prima volta su una Bentley berlina dal 1962 e mette al centro la nuova declinazione S con un sistema ibrido ad alte prestazioni da 680 CV. Per un modello che deve conciliare rappresentanza, comfort e guida veloce, è un passaggio importante perché aggiorna l’immagine del marchio senza snaturarne il carattere.
Un frontale più pulito, più moderno e più riconoscibile
Il cambiamento più evidente riguarda il muso. Bentley ha scelto superfici più continue e una grafica meno frammentata, in linea con il nuovo linguaggio visto sulla generazione più recente della Continental GT.
La griglia anteriore è integrata nel paraurti e i gruppi ottici adottano un’impostazione a singolo faro che spezza con una tradizione durata oltre mezzo secolo. Non è un vezzo stilistico: l’obiettivo è dare alla Flying Spur un volto più tecnico, più basso visivamente e più coerente con una gamma che punta su linee tese e presenza scenica più incisiva.
Anche il retro viene rivisto con nuove luci, un baule ridisegnato e finiture più pulite. A completare il quadro ci sono nuove ruote da 22 pollici e una serie di dettagli che, sulla versione S, enfatizzano il lato sportivo: finiture scure, elementi Blackline e gruppi ottici a tinta scura.
Il risultato è una berlina che resta immediatamente riconoscibile come Bentley, ma appare meno barocca e più contemporanea.
Il V8 ibrido da 680 CV è la vera notizia
Se l’estetica aggiorna l’auto, la meccanica ne cambia davvero il posizionamento. La nuova Flying Spur S adotta il powertrain High Performance Hybrid: un V8 biturbo da 4,0 litri abbinato a un motore elettrico, per una potenza complessiva di 680 CV e una coppia di 930 Nm.
Sono valori da granturismo ad alte prestazioni, non da semplice berlina di lusso, e spiegano perché Bentley parli della S più potente mai proposta sulla Flying Spur.
I numeri confermano il salto in avanti: lo scatto da 0 a 100 km/h avviene in 3,7 secondi, mentre la velocità massima arriva a 307 km/h. La progressione non è solo frutto della potenza, ma anche della gestione dell’ibrido, che elimina il ritardo di risposta tipico dei turbo e rende la spinta più corposa ai bassi regimi.
In una vettura lunga, pesante e pensata per viaggiare con grande silenzio, questa prontezza è decisiva perché rende credibile l’idea di una berlina capace di coprire lunghe distanze con la stessa naturalezza con cui affronta una strada veloce.
Un altro punto da non sottovalutare è il telaio. La Flying Spur S utilizza la Performance Active Chassis, con trazione integrale attiva, differenziale posteriore autobloccante elettronico, torque vectoring, sospensioni a doppia valvola e il sistema Bentley Dynamic Ride a 48 volt.
È un pacchetto che serve a controllare massa e rollio, migliorare l’ingresso in curva e tenere alta la trazione quando la coppia arriva in modo immediato. In altre parole, Bentley non ha semplicemente “dato più cavalli” alla berlina: ha costruito l’infrastruttura tecnica necessaria per farli funzionare davvero.

Più lusso, più personalizzazione, più attenzione all’esperienza a bordo
Dentro, la Flying Spur continua a giocare la sua partita migliore: offrire un ambiente da salotto privato senza rinunciare alla precisione di una vettura moderna. Bentley parla di cinque diverse configurazioni dei sedili, ognuna richiede circa 12 ore di lavorazione artigianale, con inserti fluted o quilted e una gamma di combinazioni pensata per privilegiare benessere e sostegno.
È un dato utile per capire quanto la marca continui a investire sull’idea di lusso costruito a mano, non solo sull’effetto scenico.
Tra le novità più interessanti c’è anche la Virtuoso Collection, che introduce il sistema audio Naim for Mulliner. Si tratta di un impianto sviluppato con Dolby Atmos e ottimizzato con tecnologia Fraunhofer Symphoria, pensato per creare una scena sonora più ampia e definita.
La collezione è proposta in tre temi, Soprano, Tenor e Bass, e Bentley ha già indicato che la Flying Spur la riceverà nel corso del 2026. È un dettaglio significativo perché conferma come l’auto venga trattata come un oggetto di configurazione profonda, non come un modello standardizzato.
Perché questo aggiornamento conta davvero
La nuova Flying Spur racconta bene la fase che Bentley sta vivendo: elettrificazione senza rinuncia al carattere, più tecnologia senza perdere il savoir-faire, più sportività senza sacrificare il comfort. La produzione della versione aggiornata inizierà a Crewe a settembre 2026 e le prime consegne sono previste all’inizio del quarto trimestre.
Per il mercato, questo significa che la berlina britannica arriva al giro di boa con un’immagine più netta, una gamma più focalizzata e un messaggio chiaro: il lusso di rappresentanza oggi deve anche saper guidare forte, in silenzio e con una base tecnica all’altezza delle aspettative.
In sintesi, il restyling della Bentley Flying Spur non è un semplice esercizio di stile. I fari singoli, il V8 ibrido da 680 CV, il telaio attivo e il futuro arrivo della Virtuoso Collection costruiscono un’auto più moderna e più coerente con il momento del marchio. Resta una Bentley autentica, ma con un volto e una sostanza più vicini al presente.

