Mazda CX-60: l’ammiraglia giapponese che sfida i canoni del premium europeo
Il debutto della Mazda CX-60 ha segnato un punto di svolta fondamentale per la casa di Hiroshima, posizionando il brand in una fascia di mercato dominata storicamente dai costruttori tedeschi.

Questa ammiraglia non è solo il SUV più imponente della gamma attuale, ma rappresenta una vera dichiarazione di intenti tecnologica grazie all’introduzione di architetture meccaniche raffinate, come i motori sei cilindri in linea e la trazione integrale i-Activ AWD.
Nel panorama automobilistico del 2026, la Mazda CX-60 continua a distinguersi per un approccio controcorrente: mentre molti competitor riducono le cilindrate, Mazda punta sull’efficienza termica di grandi cubature, offrendo una combinazione di lusso artigianale nipponico e prestazioni stradali di alto livello.
La sua rilevanza nel mercato attuale risiede nella capacità di offrire un’alternativa concreta a chi cerca spazio, comfort da ammiraglia e una dinamica di guida coinvolgente senza rinunciare alla sostenibilità.
Dimensioni e architettura del suv al vertice della gamma
La presenza su strada della Mazda CX-60 è definita da proporzioni che richiamano le classiche vetture a trazione posteriore, con un cofano lungo e un abitacolo arretrato.
Le dimensioni esterne vedono una lunghezza di 4,74 metri, una larghezza di 1,89 metri e un’altezza di 1,68 metri.
Il passo generoso di 2,87 metri è l’elemento che garantisce un’abitabilità superiore, permettendo ai passeggeri posteriori di godere di uno spazio per le gambe ai vertici della categoria.
Il vano bagagli riflette la vocazione al viaggio della vettura, offrendo una capacità di 570 litri in configurazione standard, che può estendersi fino a 1.726 litri abbattendo gli schienali posteriori.
La struttura poggia sulla Large Architecture di Mazda, progettata specificamente per ospitare motori longitudinali e sistemi di trazione che privilegiano la spinta dal retrotreno, garantendo un raggio di sterzata contenuto nonostante la mole del veicolo.

Il sei cilindri diesel e-Skyactiv D e la tecnologia Dcpci
Uno degli aspetti più distintivi della Mazda CX-60 è il propulsore diesel da 3,3 litri a sei cilindri in linea, un motore che sfida il trend del downsizing.
Questo motore è disponibile in due step di potenza: una versione da 200 cavalli con trazione posteriore e una più performante da 249 cavalli abbinata alla trazione integrale i-Activ AWD.
La vera innovazione risiede nella tecnologia DCPCI (Distribution Controlled Partially Premixed Compression Ignition), un sistema di combustione avanzato che ottimizza l’efficienza termica oltre il 40%.
Grazie al supporto del sistema Mild Hybrid Boost a 48 Volt, la versione da 200 cavalli riesce a registrare consumi reali estremamente contenuti, con medie dichiarate nel ciclo WLTP di circa 5 litri per 100 chilometri.
Inoltre, l’intera gamma diesel è compatibile con il biocarburante HVO 100, che permette di abbattere drasticamente l’impronta di carbonio.
Performance e autonomia della versione ibrida plug-in
Per chi punta sulla massima elettrificazione, la Mazda CX-60 e-Skyactiv PHEV rappresenta il vertice prestazionale del listino.
Questo sistema combina un motore quattro cilindri a benzina da 2,5 litri con un potente motore elettrico da 129 kW, per una potenza complessiva di sistema pari a 327 cavalli e una coppia massima di 500 Nm.
L’accelerazione da 0 a 100 chilometri orari viene coperta in soli 5,8 secondi, una prestazione di rilievo nonostante il peso in ordine di marcia che supera le 2 tonnellate.
La batteria agli ioni di litio da 17,8 kWh assicura un’autonomia in modalità puramente elettrica di circa 63 chilometri nel ciclo combinato, valore che può superare i 68 chilometri nell’utilizzo urbano.
La ricarica completa avviene in circa 2 ore e 20 minuti utilizzando una wallbox da 7,2 kW.

Tecnologia di bordo e il sistema di riconoscimento del pilota
L’abitacolo della Mazda CX-60 eleva il concetto di ospitalità giapponese attraverso l’uso di materiali pregiati come il legno di acero, la pelle Nappa e tessuti lavorati con cuciture Kakenui.
La plancia è dominata da due schermi da 12,3 pollici: uno dedicato alla strumentazione digitale e l’altro al sistema di infotainment.
Una caratteristica tecnologica unica è il Driver Personalisation System: attraverso una telecamera integrata, l’auto riconosce il volto del conducente e regola automaticamente oltre 250 parametri, tra cui la posizione del sedile, l’inclinazione del volante, gli specchietti retrovisori e l’head-up display.
Questo sistema è in grado di memorizzare i profili di diversi piloti, garantendo una configurazione immediata e perfetta non appena ci si siede al posto di guida, ottimizzando l’ergonomia secondo i principi Jinba Ittai.
Sicurezza attiva e sistemi adas di ultima generazione
La sicurezza stradale è garantita dalla suite i-Activsense, che include tecnologie di assistenza alla guida studiate per prevenire le collisioni in contesti complessi.
Tra i sistemi più avanzati spicca il See-Through View, una telecamera a 360 gradi di nuova generazione che, alle basse velocità, proietta sul display centrale un’immagine che rende virtualmente trasparente la carrozzeria dell’auto, permettendo di vedere ostacoli o piccoli oggetti nascosti dagli ingombri del veicolo.
Non mancano il Cruising & Traffic Support (CTS), che assiste il conducente nella gestione di sterzo, acceleratore e freno durante le code autostradali, e il monitoraggio dell’angolo cieco con avviso di uscita sicura.
Per chi utilizza l’auto per il tempo libero, la Mazda CX-60 offre una capacità di traino fino a 2.500 chilogrammi, supportata da funzioni elettroniche che stabilizzano il rimorchio in caso di vento laterale.
Listino prezzi e costi di manutenzione programmata
Il posizionamento commerciale della Mazda CX-60 riflette la sua natura premium, con un listino che parte da circa 55.150 euro per l’allestimento d’ingresso con motore diesel da 200 cavalli.
La versione Ibrida Plug-In in allestimento Takumi Plus può invece superare la soglia dei 71.500 euro.
Per quanto riguarda la gestione a lungo termine, la casa offre pacchetti di manutenzione che coprono fino a 6 anni o 150.000 chilometri, garantendo la certezza dei costi operativi.
I costi di manutenzione ordinaria per i motori sei cilindri, pur richiedendo circa 7,5 litri di lubrificante specifico a ogni tagliando, sono ottimizzati grazie a una progettazione che mira alla longevità dei componenti soggetti a usura, riducendo gli interventi straordinari durante il ciclo di vita del veicolo.
La Mazda CX-60 conferma la capacità del costruttore di Hiroshima di unire innovazione radicale e piacere di guida tradizionale in un segmento altamente competitivo.
Con una gamma motori che spazia dall’efficienza del diesel sei cilindri alla potenza dell’ibrido plug-in, si propone come una delle scelte più complete per chi cerca un SUV di grandi dimensioni capace di distinguersi per eleganza e solidità costruttiva.










