Omoda in Italia: i segreti di un successo record tra vendite e quote di mercato

Il 2026 si è aperto per il settore automobilistico italiano con una conferma che ha il sapore della sfida vinta: il gruppo Omoda & Jaecoo (divisione del colosso Chery) ha consolidato la sua posizione di “fast-moving brand”, passando da scommessa a realtà mainstream in meno di due anni dal debutto ufficiale.
I dati registrati tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 raccontano una crescita esponenziale che ha portato il marchio a raggiungere una quota di mercato del 2% nel dicembre 2025, con un volume complessivo di circa 15.000 immatricolazioni nell’anno solare.
Questo successo non è frutto del caso, ma di una strategia chirurgica che ha saputo intercettare le lacune lasciate dai costruttori europei tradizionali.
I numeri del record: Omoda 5 regina del mercato privati
Il vero motore della crescita è la Omoda 5, che da sola copre quasi il 50% delle vendite totali del brand in Italia.
Nel solo mese di gennaio 2026, il modello ha totalizzato oltre 1.260 consegne, di cui circa 1.000 nella sola versione SHS-H full hybrid.
È interessante notare come la penetrazione di Omoda sia particolarmente forte nel canale dei clienti privati, dove a novembre 2025 ha toccato una quota del 2,27%.
Questo dato è fondamentale per analizzare il successo del marchio: mentre molti competitor puntano sui canali di noleggio e flotte (che per Omoda rappresentano solo il 12% del mix), gli automobilisti italiani stanno scegliendo attivamente di acquistare queste vetture per l’uso quotidiano, premiando la concretezza del prodotto.

La rete commerciale e l’ingresso in UNRAE
Uno dei “segreti” meglio custoditi del successo di Omoda in Italia è la rapidità con cui ha costruito una base istituzionale e logistica solida.
A luglio 2025, Omoda & Jaecoo è entrata ufficialmente in UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri), un passo che ha sancito l’uscita definitiva dal limbo dei “marchi emergenti”. Parallelamente, il brand ha strutturato una rete di vendita e post-vendita capillare, puntando su concessionari storici e affidabili piuttosto che su store temporanei o vendite esclusivamente online. Questo approccio “fisico” ha ridotto drasticamente la diffidenza culturale verso il prodotto cinese, offrendo ai clienti punti di riferimento certi per l’assistenza.
Garanzie estese e il fattore fiducia
La fiducia dei consumatori è stata alimentata anche da una politica di garanzia estremamente aggressiva, una delle più complete oggi disponibili in Italia.
Offrire 7 anni o 150.000 km di copertura totale è stato il grimaldello per scardinare i dubbi sull’affidabilità a lungo termine. Inoltre, l’ottenimento delle 5 stelle Euro NCAP per la sicurezza ha posizionato la Omoda 5 sullo stesso piano (e spesso superiore) rispetto alle rivali europee, eliminando il pregiudizio sulla scarsa robustezza dei veicoli d’importazione asiatica. Questo pacchetto “chiavi in mano” rassicura l’acquirente, facendolo percepire come protetto contro ogni imprevisto meccanico o strutturale.
Tecnologia SHS e strategia multi-energia
Un altro pilastro fondamentale è stata la flessibilità dell’offerta motoristica. Mentre molti brand hanno puntato tutto sull’elettrico puro subendo il rallentamento della domanda, Omoda ha spinto con vigore sul sistema Super Hybrid System (SHS).
Le varianti full hybrid e plug-in hybrid hanno permesso di intercettare quella fascia di pubblico che desidera ridurre i consumi e le emissioni senza affrontare l’ansia da ricarica o i costi elevati delle BEV (Battery Electric Vehicles). La Jaecoo 7 SHS-P, ad esempio, si è piazzata stabilmente al secondo posto tra i SUV plug-in più venduti ai privati, a dimostrazione che la tecnologia ibrida di Chery è percepita come una soluzione matura e performante per le strade italiane.
Design “Cross-Culture” e prezzi trasparenti
Infine, non si può ignorare il fattore estetico e di prezzo. Il design della gamma Omoda, definito “cyber-mecha” o futuristico, si discosta nettamente dalle linee sobrie e talvolta ripetitive della concorrenza europea, attirando un pubblico più giovane e attento alle tendenze lifestyle. Il tutto è supportato da un listino trasparente: le campagne promozionali di inizio 2026, con rate da 99 o 149 euro al mese e prezzi d’attacco sotto i 23.000 euro in caso di rottamazione, hanno reso accessibile un SUV di segmento C con dotazioni da categoria superiore (sedili ventilati, telecamere a 540°, sistemi ADAS completi).
In un mercato dove i prezzi del nuovo sono cresciuti mediamente del 20-30% in tre anni, la proposta di valore di Omoda è risultata semplicemente imbattibile.

