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Incentivi auto 2026: fondi verso l’esaurimento, resta il bonus da 11.000€ per l’ISEE basso

Il panorama degli incentivi auto in Italia sta vivendo una fase di profonda dicotomia. Se da un lato i fondi per le categorie più popolari (come le auto ibride e termiche a basse emissioni) sono ormai un ricordo, dall’altro resiste una “riserva protetta” destinata a una specifica fascia di popolazione.

La situazione a marzo 2026 vede la piattaforma del Mimit mostrare i primi segnali di esaurimento per diverse categorie, confermando una tendenza già vista negli anni passati: il “click day” continuo che premia la velocità di prenotazione dei concessionari.

Fondi in esaurimento: la corsa contro il tempo

Le risorse stanziate per il 2026 sono state assorbite con una velocità impressionante.

In particolare, i fondi destinati alle auto con emissioni comprese nella fascia 61-135 g/km di CO2 (che comprendono le popolari full hybrid, mild hybrid e i motori termici Euro 6 di ultima generazione) risultano praticamente esauriti in molte regioni, lasciando migliaia di potenziali acquirenti al palo.

Anche il comparto delle due ruote ha subito un colpo durissimo: proprio negli ultimi giorni, i 30 milioni di euro destinati a scooter e moto elettriche sono stati letteralmente polverizzati in poche ore dall’apertura delle prenotazioni il 18 marzo.

Questo fenomeno ha spinto il Ministero ad avviare verifiche tecniche per garantire la correttezza delle operazioni effettuate dai concessionari sulla piattaforma Sogei.

Il bonus sociale da 11.000 euro per Isee basso

L’unica vera ancora di salvezza rimasta per chi punta all’acquisto di un’auto nuova riguarda il cosiddetto bonus sociale per la mobilità elettrica.

Questa misura, rifinanziata con una quota specifica per il 2026, punta a rendere accessibile l’auto elettrica (Bev) anche a chi dispone di un reddito medio-basso, concentrando i fondi su chi ha più necessità di rottamare vecchi veicoli inquinanti.

Il contributo massimo di 11.000 euro è attualmente disponibile per i cittadini che rispettano tre requisiti fondamentali: Isee inferiore a 30.000 euro (per chi è tra 30 e 40 mila il bonus scende a 9.000 euro), rottamazione obbligatoria di un veicolo da Euro 0 a Euro 4 e residenza nelle aree urbane funzionali individuate dall’Istat.

Limiti di prezzo e caratteristiche dei veicoli

Non tutte le auto elettriche possono essere acquistate con questo bonus. Il Governo ha confermato un tetto massimo di spesa per evitare che gli incentivi finanzino l’acquisto di beni di lusso. Il prezzo di listino dell’auto (esclusa l’Iva e la messa su strada) non deve superare i 35.000 euro. Questo limite taglia fuori molti suv di fascia alta, ma favorisce modelli compatti e berline medie che, grazie allo sconto di 11.000 euro, possono essere portate a casa con una spesa finale vicina ai 20.000-22.000 euro, rendendo l’elettrico competitivo con le motorizzazioni tradizionali. È importante ricordare che l’incentivo è riconosciuto solo per l’acquisto diretto: sono esclusi i contratti di leasing e noleggio a lungo termine.

Cosa resta per chi non ha i requisiti Isee?

Per chi supera la soglia Isee dei 40.000 euro o non risiede nelle aree urbane selezionate, le opzioni si restringono drasticamente.

Restano attivi alcuni contributi minori per l’acquisto di auto usate Euro 6 con emissioni certificate, a patto di rottamare un vecchio veicolo, con bonus che oscillano tra i 2.000 e i 3.000 euro a seconda della disponibilità residua dei fondi regionali.

Inoltre, è ancora possibile usufruire dell’ecobonus retrofit per chi decide di non cambiare auto ma di installare un impianto Gpl o metano sulla propria vettura termica, con un contributo che copre circa il 30-40% del costo dell’installazione professionale.

Prospettive per aprile 2026: ci sarà un rifinanziamento?

La velocità con cui i fondi sono andati esauriti ha riacceso il dibattito politico.

Le associazioni di categoria, come l’Unrae, premono sul Governo per uno spostamento di risorse dai fondi strutturali per l’innovazione verso nuovi incentivi all’acquisto.

Tuttavia, l’attuale linea dell’esecutivo sembra orientata a favorire la produzione nazionale e l’infrastruttura di ricarica piuttosto che stimolare ulteriormente la domanda privata con contributi a fondo perduto.

Il consiglio per chi è interessato al bonus da 11.000 euro è di procedere con la validazione del voucher entro la fine di marzo, poiché anche questa riserva sociale sta iniziando a registrare un numero di richieste senza precedenti.

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