Stellantis abbandona l’elettrico: il gigante dell’auto ora punta tutto su ibrido e motori tradizionali
Il panorama automobilistico mondiale sta vivendo una fase di profondo ripensamento e Stellantis si trova al centro di questa tempesta perfetta.

All’inizio del 2026, il gigante nato dalla fusione tra PSA e FCA ha dato ufficialmente il via a una massiccia revisione della sua strategia “Dare Forward 2030”.
Sebbene l’obiettivo dell’elettrificazione totale non sia stato formalmente cancellato per il lungo termine, i fatti dicono altro: il Gruppo ha stanziato oneri record per oltre 22 miliardi di euro per riposizionare la propria offerta, riportando al centro della scena i motori a combustione interna (ICE) e, soprattutto, la tecnologia ibrida.
Questa “correzione di rotta” nasce da una domanda di mercato elettrico inferiore alle attese e dalla necessità di proteggere i margini di profitto in un momento di forte tensione finanziaria.
La nuova strategia multi-energia: 36 modelli ibridi entro l’anno
La risposta di Stellantis alla freddezza dei consumatori verso le auto a batteria è un’offensiva senza precedenti nel settore dell’ibrido.
Entro la fine del 2026, la gamma del Gruppo conterà ben 36 modelli dotati di motorizzazioni elettrificate ma non esclusivamente elettriche. Questo approccio sfrutta la tecnologia eDCT (cambio a doppia frizione elettrificato), che permette di integrare un motore elettrico all’interno della trasmissione, riducendo i consumi dei motori benzina e diesel fino al 20%.
Modelli iconici come la nuova Fiat 500 Ibrida, prodotta a Mirafiori, e la nuova generazione della Jeep Compass sono i pilastri di questa strategia che punta a offrire “libertà di scelta” ai clienti che non sono ancora pronti a dipendere esclusivamente dalle colonnine di ricarica.
L’addio alle Plug-in in Nord America e il ritorno dei grandi motori
In una mossa che ha spiazzato molti analisti, Stellantis ha deciso di interrompere improvvisamente la vendita di numerosi modelli ibridi plug-in (PHEV) nel mercato nordamericano a partire dal 2026.
Icone come la Jeep Wrangler 4xe e la Grand Cherokee 4xe, pur essendo state campionesse di vendite, lasciano spazio a nuove soluzioni con motori termici più efficienti e sistemi “range-extender”.
Parallelamente, negli Stati Uniti si assiste a un clamoroso ritorno di motorizzazioni tradizionali molto amate, come l’iconico HEMI V-8 per il RAM 1500 e la Dodge Charger SIXPACK, segno che la pressione delle normative ambientali si è leggermente allentata rispetto alle ambizioni ultra-green dei primi anni venti.
Investimenti in Italia: motori Euro 7 e innovazione a Termoli
L’Italia gioca un ruolo fondamentale in questo nuovo corso industriale. Stellantis ha confermato investimenti importanti per la produzione dei motori FireFly di nuova generazione, pronti per le normative Euro 7, nello stabilimento di Termoli.
Anche a Cassino il futuro non sarà solo elettrico: la nuova generazione della Maserati Grecale e i futuri modelli su piattaforma STLA Medium saranno progettati per ospitare sia motori termici che ibridi avanzati.
Nel 2025, il Gruppo ha investito circa 1 miliardo di euro in ricerca e innovazione solo sul territorio italiano, depositando quasi 400 brevetti legati all’efficienza dei motori endotermici ed elettrificati, confermando che la leadership tecnologica non passa solo dai watt, ma anche dalla termodinamica.
La fine dell’era Tavares e il nuovo management
Il cambio di strategia coincide con un terremoto ai vertici del Gruppo. L’uscita anticipata di Carlos Tavares, il CEO che aveva guidato la fusione e spinto con forza verso l’elettrico, ha lasciato spazio a una nuova gestione ad interim e al ruolo crescente di Antonio Filosa. Tavares, nelle sue ultime dichiarazioni, ha parlato di un’industria europea finita in un “vicolo cieco” a causa delle imposizioni politiche sul 2035, prevedendo rischi di frammentazione per il Gruppo. Il nuovo management sembra invece orientato a una gestione più pragmatica e meno ideologica, volta a saturare la capacità produttiva degli stabilimenti europei e americani con prodotti che i clienti sono effettivamente disposti ad acquistare oggi.
Le sfide finanziarie e il futuro dell’indotto
Il riposizionamento strategico non è però privo di costi. Stellantis ha affrontato una stangata finanziaria che ha portato alla sospensione dei dividendi per il 2026, una decisione necessaria per finanziare la trasformazione delle fabbriche e la riconversione delle linee produttive.
Anche la filiera dei fornitori è stata coinvolta in questo cambiamento: nel 2025 sono stati effettuati acquisti per oltre 7 miliardi di euro da fornitori italiani, un impegno che verrà mantenuto anche per il 2026 per sostenere la produzione dei nuovi modelli ibridi.
La sfida resta quella di bilanciare il calo della cassa integrazione con la necessità di assumere nuove figure professionali, specialmente ingegneri, per gestire la complessità dei nuovi motori multi-energia.
Stellantis sta dimostrando che la transizione ecologica non è una linea retta, ma un percorso fatto di adattamenti ai reali bisogni del mercato e alla sostenibilità economica delle aziende.

