Incentivi auto 2026: addio bonus auto nuove, ecco cosa finanzierà il Governo
Il nuovo decreto che disciplina il Fondo Automotive per il periodo 2026-2030 prevede bonus su wallbox domestiche, quadricicli, leasing sociale e trasformazione a gas dell’usato.

Il 2026 segna una svolta radicale per le politiche di sostegno al settore automobilistico in Italia. Dopo anni di incentivi diretti all’acquisto di vetture nuove, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha ufficializzato un drastico cambio di rotta.
Il nuovo decreto che disciplina il Fondo Automotive per il periodo 2026-2030 abbandona definitivamente la logica dell’Ecobonus per i privati cittadini che intendono immatricolare un’auto nuova, spostando le risorse verso la protezione della filiera industriale e il supporto tecnologico al parco circolante esistente. Questa scelta, definita “pragmatica” dal Governo, mira a ridurre le emissioni senza gravare sulle famiglie con l’onere dell’acquisto di un veicolo elettrico, promuovendo invece soluzioni più economiche e immediate per la decarbonizzazione.
Stop all’Ecobonus per le auto nuove
La notizia che sta scuotendo il mercato è la conferma che per tutto il 2026 non saranno previsti contributi per l’acquisto di autovetture private, siano esse elettriche, ibride o termiche.
Il fondo da 1,6 miliardi di euro sbloccato a inizio febbraio è stato ripartito privilegiando l’offerta produttiva: il 75% delle risorse (circa 1,2 miliardi) è destinato a contratti di sviluppo e innovazione per sostenere le fabbriche italiane nella transizione tecnologica. Solo la parte restante è dedicata alla domanda, ma con perimetri ben delimitati che escludono le concessionarie tradizionali. Questa mossa punta a stabilizzare i conti dello Stato ed evitare i frequenti esaurimenti “lampo” dei fondi che hanno caratterizzato le stagioni passate, lasciando però il settore retail privo del paracadute degli sconti statali.

Il ritorno del retrofit: bonus per GPL e Metano
Al centro della nuova strategia governativa c’è il sostegno al retrofit, ovvero la trasformazione delle auto già su strada. Per il 2026 sono stati stanziati circa 21 milioni di euro per incentivare l’installazione di impianti a gas su vetture Euro 4 o superiori. Lo schema prevede contributi diretti sotto forma di sconto in fattura: 400 euro per chi sceglie la conversione a GPL e 800 euro per chi opta per il metano.
L’obiettivo è duplice: abbattere istantaneamente i costi del carburante per le famiglie e ridurre l’impatto ambientale di un parco auto tra i più vecchi d’Europa, agendo sull’usato piuttosto che stimolare la produzione di nuovi rifiuti industriali legati alla rottamazione selvaggia.
Colonnine e Wallbox: infrastrutture prima delle auto
Nonostante lo stop ai bonus per l’acquisto di BEV, il Governo ha deciso di confermare e potenziare gli incentivi per l’infrastruttura di ricarica privata.
Nel pacchetto 2026 trova spazio il rinnovo del “Bonus Colonnine”, che copre l’80% della spesa per l’acquisto e l’installazione di wallbox domestiche. Il limite massimo di contributo è fissato a 1.500 euro per i singoli cittadini e sale fino a 8.000 euro per le installazioni condominiali.
La logica è quella di preparare il terreno: finanziare l’hardware necessario alla mobilità elettrica prima di tornare a incentivare i veicoli, garantendo che chi ha già fatto il salto verso l’elettrico possa ricaricare comodamente a casa o in ufficio senza dover dipendere esclusivamente dalla rete pubblica.

Quadricicli e Leasing Sociale: le nuove frontiere della mobilità
Le poche risorse destinate alla “nuova mobilità” si concentrano sui mezzi leggeri e sulle fasce di reddito più deboli.
Sono stati confermati gli incentivi per i quadricicli elettrici (le cosiddette microcar), con sconti che possono arrivare fino a 4.000 euro in caso di rottamazione di un vecchio ciclomotore. Parallelamente, debutta il “Leasing Sociale”, una formula di noleggio a lungo termine agevolato destinata a famiglie con ISEE basso.
Con una dote di circa 50 milioni di euro, lo Stato interverrà per abbattere i canoni mensili di noleggio di auto a basse emissioni, permettendo l’accesso a vetture moderne anche a chi non ha la disponibilità finanziaria per un acquisto immediato.
Sul fronte aziendale, restano invece attivi gli Ecobonus per i veicoli commerciali leggeri (VCL), fondamentali per la logistica dell’ultimo miglio.

