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Chery e BYD aprono nuove fabbriche in Europa per evitare i dazi sulle auto cinesi

Chery e BYD aprono nuove fabbriche in Europa

A febbraio 2026 BYD ha confermato l’avvio della fase di test-produzione nel nuovo stabilimento di Szeged, in Ungheria. Questo impianto è il primo in Europa per il colosso di Shenzhen e punta a una capacità a regime di 200.000 veicoli l’anno.

Il primo modello a beneficiare della produzione ungherese è la Dolphin Surf, seguita dalla Atto 2, un SUV compatto che si preannuncia centrale per il mercato italiano. Produrre in Ungheria permette a BYD non solo di azzerare i dazi sulle auto elettriche (che per il marchio si attestano al 17%), ma anche di accorciare drasticamente i tempi di consegna.

BYD Dolphin Surf

In parallelo, BYD sta accelerando i lavori per lo stabilimento di Manisa, in Turchia, la cui operatività è prevista entro la fine del 2026. Questo sito è strategico per la produzione di modelli ibridi plug-in, come la Seal U DM-i, che possono così entrare nel mercato comunitario beneficiando degli accordi di unione doganale tra UE e Turchia, aggirando le barriere previste per le importazioni dirette dalla Cina.

Chery e il polo di Barcellona: la partnership con Ebro

Il gruppo Chery ha scelto una strada diversa, puntando sul recupero di siti industriali storici. Attraverso una joint venture con la spagnola Ebro, Chery ha avviato la produzione nell’ex fabbrica Nissan di Barcellona.

Jaecoo 7 SHS-P

Proprio in questi giorni è stato confermato che lo stabilimento passerà progressivamente all’assemblaggio a ciclo completo delle vetture Omoda 5 e Jaecoo 7.

L’obiettivo è ambizioso: arrivare a 150.000 veicoli annui entro il 2029. Per Chery, la Spagna non è solo un mercato di sbocco, ma un hub logistico fondamentale per servire l’Europa e il Nord Africa.

Questa operazione ha permesso il reinserimento di centinaia di lavoratori ex-Nissan, integrando la tecnologia cinese in un contesto manifatturiero europeo già consolidato.

L’impatto sulla componentistica italiana

Un dato rilevante per il nostro Paese riguarda la selezione dei fornitori. BYD ha già avviato una procedura di scouting che ha portato all’individuazione di circa 85 aziende italiane della componentistica, molte delle quali situate nel polo torinese. Questi fornitori non vengono scelti solo per i costi, ma per l’eccellenza in settori come la climatizzazione, i sistemi frenanti e l’elettronica di potenza.

Per le imprese italiane, l’ingresso di nuovi committenti rappresenta una diversificazione necessaria per compensare il calo di ordini dai partner tradizionali, creando una nuova corrente di scambi tecnologici all’interno del continente.

Lepas L8

Nuovi brand e diversificazione: Lepas e il mercato 2026

La presenza industriale supporta anche l’espansione dei marchi. Nel 2026 debutta in Italia Lepas, il nuovo brand premium del gruppo Chery, che punta a una fascia di mercato superiore rispetto a Omoda e Jaecoo. Con modelli come la L8, Lepas introduce tecnologie di ricarica a 800V e interni curati per i gusti europei.

In un mercato che a gennaio 2026 ha visto BYD raggiungere una quota del 2,5% in Italia, la competizione si sposta ora sulla qualità dei servizi post-vendita e sulla capillarità della rete, con BYD che conta già oltre 100 punti vendita gestiti da concessionari locali storici.

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