Canada, stop all’elettrico: si va verso il ritorno al termico

Il panorama automobilistico mondiale ha subito una scossa improvvisa proveniente dal Nord America. Il Primo Ministro canadese Mark Carney ha annunciato ufficialmente l’abbandono del “Electric Vehicle Availability Standard“, la normativa che imponeva quote rigide di vendita per le auto elettriche.
Quello che doveva essere un percorso forzato verso l’elettrificazione totale entro il 2035 è stato ufficialmente archiviato in favore di un approccio più pragmatico.
Il Canada non sta “vietando” le auto elettriche, ma ha deciso di eliminare gli obblighi per i costruttori, riconoscendo che il mercato e le infrastrutture non sono ancora pronti per una transizione così rapida e coercitiva.
Lo stop ai target di vendita: una vittoria per i motori termici
La decisione del governo Carney rappresenta una retromarcia clamorosa rispetto alle politiche ambientali dell’era Trudeau.
La normativa precedente prevedeva che già nel 2026 il 20% delle nuove auto vendute dovesse essere a zero emissioni, per poi salire progressivamente fino al 100% nel 2035. Con il nuovo annuncio, questi obblighi di vendita (che prevedevano pesanti sanzioni per i produttori inadempienti) sono stati cancellati. Al loro posto, il Canada introdurrà standard di emissioni più severi per i motori a combustione interna (ICE) tra il 2027 e il 2032, puntando a ridurre l’inquinamento senza però forzare i consumatori a una scelta unica.
Questo cambiamento apre nuovamente la porta a una convivenza prolungata tra motori elettrici, ibridi e termici di nuova generazione.
Le ragioni del cambio di rotta: mercato e geopolitica
Diverse motivazioni hanno spinto il Canada a questa inversione a U.
Innanzitutto, i dati di vendita del 2025 hanno evidenziato una saturazione della domanda di veicoli elettrici, con i consumatori frenati dai prezzi elevati e da un’autonomia spesso insufficiente per le grandi distanze e le temperature estreme del Paese.
In secondo luogo, la pressione delle case automobilistiche è stata determinante: i grandi gruppi, tra cui Stellantis e Ford, avevano avvertito che gli obblighi di vendita avrebbero reso insostenibile la produzione locale, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro.
Infine, il fattore geopolitico non è trascurabile: con gli Stati Uniti che, sotto l’amministrazione Trump, hanno ridotto drasticamente i sussidi “green”, il Canada rischiava di trovarsi isolato e meno competitivo nel mercato integrato nordamericano.
Nuovi incentivi 2026: meno obblighi, più sostegno economico
Per compensare l’eliminazione dei mandati, il governo canadese ha lanciato il nuovo “Electric Vehicle Affordability Program” (EVAP).
A partire dal 16 febbraio 2026, i cittadini potranno beneficiare di un incentivo fino a 5.000 dollari per l’acquisto di auto elettriche e fino a 2.500 dollari per le ibride plug-in, a patto che il prezzo del veicolo non superi i 50.000 dollari.
Tuttavia, per proteggere l’industria nazionale, non ci sarà alcun limite di prezzo per i veicoli elettrici prodotti direttamente in Canada.
Questo programma di incentivi avrà una durata quinquennale ma sarà a scalare, riducendosi anno dopo anno fino al 2030, con l’idea di spingere gli acquisti nell’immediato senza però mantenere lo stato in un perenne sussidio del mercato.
L’allineamento con l’Europa e il futuro dell’auto
La mossa del Canada segue a ruota decisioni simili prese in Europa e nel Regno Unito, dove i divieti assoluti per i motori diesel e benzina al 2035 sono stati oggetto di forti revisioni e aperture verso i carburanti sintetici o gli ibridi avanzati.
Mark Carney ha descritto questo cambio di politica non come una ritirata climatica, ma come un atto di “leadership pragmatica”.
L’obiettivo del governo rimane quello di raggiungere una quota del 75% di vendite elettriche entro il 2035, ma senza imporre multe alle case produttrici, preferendo lasciare che sia il mercato, supportato da migliori infrastrutture di ricarica e incentivi mirati, a dettare i tempi della transizione.
Per gli appassionati dei motori tradizionali, questo significa una boccata d’ossigeno: i motori termici e ibridi rimarranno una parte fondamentale del listino canadese per molto più tempo di quanto previsto solo un anno fa.
Impatto sull’industria e sulla rete di ricarica
Il nuovo piano prevede anche investimenti massicci per circa 1,5 miliardi di dollari nello sviluppo della rete di ricarica nazionale, focalizzandosi soprattutto sulle aree rurali e sui condomini esistenti.
L’idea è che, se ricaricare diventa facile come fare rifornimento, la domanda di auto elettriche crescerà naturalmente senza bisogno di imposizioni legislative.
Contemporaneamente, il governo ha siglato nuovi accordi con partner internazionali, come la Corea del Sud, per attirare la produzione di batterie e componentistica sul suolo canadese, cercando di trasformare il Paese in un hub produttivo capace di servire tutto il Nord America.
Questa strategia mira a rendere l’elettrico una scelta economicamente vantaggiosa piuttosto che un obbligo burocratico, salvaguardando al contempo la libertà di scelta dei cittadini.

