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Rally, Campionato Italiano a 19 anni: “vi racconto il mio debutto”

Oggi vi voglio portare nel mio sogno, nella mia prima gara, nel Rally Sanremo che ho vissuto due settimane fa.

Il Rally Sanremo vissuto in prima persona due settimane fa.

Spesso si dice che un uomo senza sogni è un uomo perso, e personalmente credo che risulti un’affermazione che, pur passando gli anni e cambiando il mondo, è ancora decisamente valida.

Un obbiettivo in testa

Quando avevo 15 anni, nonostante un padre appassionato e varie conoscenze nel mondo grazie alla mia attività pseudo-giornalistica, non avevo le possibilità economiche di correre in auto. Ma ho deciso comunque di mettermi in testa l’obbiettivo: io volevo entrare in macchina, stringermi le cinture, guidare libero e sentire il limite del veicolo, anche se “racing start”.

I rally in pista tra Croazia e Slovenia hanno rappresentato bene quella che è stata la mia “carriera” dai 15 ai 18 anni. Tanto divertimento, tante lezioni imparate, tanti chilometri macinati.
L’obbiettivo era centrato, con gli sponsor che hanno potuto anche fregiarsi di qualche risultato, arrivato tra gioie e dolori, e una vittoria di classe che ha chiuso la mia esperienza nel “500 Trophy” di Achille Guerrera.

Tante esperienze

Dopo queste esperienze, ho corso anche nel 2020, un’unica gara, su terra, riuscendo a vincere la classe a bordo di una piccola VW Lupo e raccogliendo importante esperienza.

A dicembre poi è arrivata finalmente la patente, un po’ in ritardo causa COVID, ed è stato tempo di pianificare la stagione corrente. Dopo alcune idee ed una estenuante ricerca sponsor, in questo periodo difficile, è arrivata l’opportunità incredibile di correre nel Campionato Italiano Rally, a bordo di una DR 1 SR R1 portata in gara da LM Motorsport.

Una navigatrice promettente

Auto piccola, divertente e formativa, gare “vere” ed importanti; non si poteva non cogliere l’occasione. Organizzando tutto in breve tempo, e trovando una navigatrice promettente e professionale come Silvia Croce, siamo partiti per Sanremo, una gara dal nome e dalla storia iconica, ricca di insidie.

Fin dal giorno delle ricognizioni mi è sembrato di essere un bambino in un negozio di caramelle. Di gare del Campionato Italiano ne ho viste tante, ma correrne una non mi sembrava vero. Ed anche l’adesivo “ricognizioni” per la mia piccola MiTo stradale è sembrato qualcosa di surreale.

Eh si, prima delle gare vanno fatte le note, e con oltre dieci ore in auto abbiamo scritto i tre passaggi sulle varie prove, scoprendo la tortuosità e le insidie delle strade liguri. Strade talvolta larghe (Colle d’Oggia), talvolta strette (Bajardo e Vignai).

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Le prove

Il venerdì sanremese è stato importante invece perché abbiamo conosciuto per la prima volta il Team e la vettura, adesivandola con i loghi dei nostri sponsor e regolando al meglio la mia posizione di guida.

Sabato mattina: dopo tanta attesa, ricognizioni, sogni, immaginazione, finalmente abbiamo messo casco e tuta e ci siamo “immersi” in prova speciale, con lo shakedown. Due passaggi sono stati sufficienti, giusto per prendere un minimo confidenza con la vettura e capire cosa ci avrebbe atteso in gara, anche se poi la pioggia ha totalmente rovesciato le carte.

Notte e pioggia. Queste due parole insieme rappresentano probabilmente le condizioni più difficili che un rallysta possa trovare in prova speciale. E non è stato facile fare la prima prova della mia vita con tale meteo. Però posso dire che sulla PS1 ci siamo divertiti un sacco, mi è piaciuta tanto la pioggia coi “fari”, e pur senza alcun rischio abbiamo chiuso al primo posto di classe la primissima giornata.

Correre sotto la pioggia

Quello che non sapevamo era ciò che ci avrebbe atteso il giorno successivo del rally. Dopo il secondo tratto cronometrato, in cui ci siamo comunque difesi, la pioggia si è intensificata e con le nostre gomme semislick “da asciutto” il grip si è praticamente azzerato. Altro che Sanremo, in discesa dal primo Colle d’Oggia sembrava di essere a Montecarlo, con la vettura pronta a fare “scherzi”, fin quando con un mio piccolo errore ci siamo girati.

Perdendo una vagonata di secondi, la nostra gara contro i primi di classe era finita, ormai dovevamo solo portarla a termine e cercare di non fare danni, cosa che in quelle condizioni era molto facile fare. Pur facendo il secondo giro di prove più “agguerrito”, col minore grip sulla strada abbiamo addirittura alzato i tempi, non trovando neppure la pressione giusta per le nostre Avon.

Poco importa dei tempi, del grip e di ciò che accadeva: ci stavamo divertendo un sacco nel rally a bordo della nostra simpatica auto tutta rossa. Questo mood ci ha accompagnato fino all’ultimo controllo orario, dove abbiamo festeggiato e siamo passati sul palco di arrivo come secondi classificati di classe.

Arrivederci alla prossima

Non potevo aspettarmi di meglio come prima gara in carriera, e devo ringraziare gli sponsor (DD Entertainment, Vecchio Amaro del Capo, Borsci San Marzano, Ecosistem, Rally Italia Talent), tutti i miei amici che mi hanno seguito ed aiutato ed LM Motorsport per questa incredibile opportunità. Pure per una DR che ha marciato come un orologio sorprendendo per divertimento e maneggevolezza.

Poco tempo per le lodi, però, in quanto siamo già concentrati in vista della prossima gara, la leggendaria 105° Targa Florio, in formato rally. Le strade saranno molto diverse, non più strette e tortuose ma ampie e scivolose. Tracciati dove le traiettorie e la scorrevolezza alla guida saranno prerogative fondamentali per raggiungere un buon risultato.

Con questa rubrica torniamo dopo la gara siciliana, sempre con la bravissima Silvia Croce alle note (e gestirmi in gara non è per niente semplice) e con anche Cortina Express che contribuirà alla nostra causa, oltre a quattro Toyo Tires nuove che penseranno al grip e a migliorare ancora di più la guida. Appuntamento al rally del 7-8 maggio, seguiteci sui social !

Luca Bortot | Motorage.it

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