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GP Ungheria: due Rosse sul podio, ma dietro l’AMG di un Hamilton in fuga

Champagne sul podio

  Con il secondo successo consecutivo di Lewis Hamilton, il Mondiale F1 si concede un mese di sosta. L’inglese della Mercedes AMG vince il GP di Ungheria davanti alle Ferrari e spedisce Sebastian Vettel (2°) a -24 punti in classifica. Terzo Kimi Raikkonen in una domenica più agro che dolce per il Cavallino.

Un uno-due che non ammette repliche. Dopo il sacco di Hockenheim, in casa del rivale, Lewis Hamilton si aggiudica anche il GP di Ungheria e allunga in vetta al Mondiale F1. Il campione del mondo in carica va in vacanza a +24 su Sebastian Vettel, che soltanto due settimane or sono guardava tutti dall’alto verso il basso.

La Ferrari limita i danni piazzando entrambi i suoi piloti sul podio (2° Vettel, 3° Kimi Raikkonen), ma alle spalle del britannico, leader incontrastato della corsa.

Punti utili almeno per accorciare le distanze nella classifica costruttori, che vede la Mercedes avanti di 10 punti. Saranno giorni di riflessione per il Cavallino, da qui fino al 26 agosto, quando la giostra del circus ripartirà da Spa-Francorchamps, in Belgio.

La Ferrari, reduce dalla settimana complicatissima che ha visto la scomparsa dell’ex presidente Sergio Marchionne, sarà chiamata prima di tutto a un lavoro psicologico.

 Giochi insidiosi.

Rimane ancora una volta l’amaro in bocca per la Rossa. Dopo la conquista del suolo britannico, anche nelle ultime due gare si è presentata con premesse favorevoli. In Germania per allungare in classifica e all’Hungaroring per tentare di accorciare le distanze.

Dovevano essere l’occasione per lanciare un segnale concreto alle Frecce argentate. Invece sono arrivati i due successi di Hamilton, ora a cinque vittorie nella stagione (una in più di Vettel).

I migliori, del resto, si vedono nei momenti di difficoltà. Essere uscito con il bottino pieno su due circuiti sulla carta sfavorevoli, è grasso che cola per il team di Brackley.

Ora i ruoli si ribaltano, con le tappe in Belgio e a Monza, che però negli ultimi anni hanno visto il dominio del team tedesco.   

 Il tempo delle scuse è finito.

Hamilton ha approfittato della pole position che gli hanno regalato le qualifiche del sabato, complice il fattore pioggia. Sarebbe però riduttivo limitarsi ad annotare come le condizioni atmosferiche abbiano dato una buona mano al pilota britannico.

La verità è che, come ha sbagliato Seb a Hockenheim, stavolta sul banco degli imputati ci finiscono i box Ferrari. La loro colpa è di aver perso secondi di troppo durante il pit stop di Vettel, mentre era provvisoriamente in testa. Aggiungiamoci il lavoro di “tappo” eseguito da Bottas con la sua Mercedes AMG per frenare Vettel, e i giochi appaiono più chiari.

È solo una magra consolazione per Ferrari l’aver accorciato nella classifica dei team e dimostrato che la macchina è a punto. Ancora troppi gli errori commessi fino ad ora.   

 Il “tappo” cede. E il bello arriva alla fine.

La nota positiva per la Rossa nel GP di Ungheria è aver negato la seconda doppietta consecutiva alle Frecce, che altrimenti avrebbero indirizzato la partita iridata.

La gara si trascina via senza particolari scossoni fino a cinque giri dal termine, con le Frecce davanti seguite dalle Ferrari. A decidere sono i tempi dei pit stop. Come detto, Seb si è ritrovato davanti a Hamilton e Bottas, che si erano già fermati.

Al 39° giro però succede il patatrac. La gomma anteriore sinistra fatica ad attaccarsi e il ferrarista perde secondi decisivi tornando in pista dietro anche al finlandese della Mercedes. A quel punto quest’ultimo pensa solo a fare da tappo, fido  guardaspalle del compagno di team, tornato al comando.

Mentre Hamilton ha pista libera (al traguardo il distacco dal primo inseguitore sarà di 17’’1), dietro la situazione perdura fino alla sessantacinquesima tornata. Esattamente quando Vettel trova, con un pizzico di sana follia, il sorpasso decisivo su Bottas, come tanti ne abbiamo visti in stagione, l’ultimo a Silverstone proprio ai danni del rivale.

Una manovra ai limiti della regolarità, tant’è che è stata esaminata a fine gara dai commissari, i quali però hanno ritenuto di non procedere. Nell’occasione, infatti, Bottas tocca la monoposto di Vettel, che esce illesa dallo scontro.

Diversamente, l’ala anteriore del finlandese risulta danneggiata. Ne approfitta Raikkonen, che finisce in zona podio. Vuole approfittarne pure Ricciardo con la sua Red Bull, in rimonta dal 12° posto in griglia, che prima viene spedito fuori pista da Bottas, poi lo supera all’ultimo giro.

 Tra vecchie e nuove conferme.

Da sottolineare la prestazione dell’australiano della Red Bull, che riscatta una serie di corse opache dopo la vittoria a Montecarlo.

Invece, il suo collega Verstappen è costretto subito al ritiro  per un problema alla MGUK. A tal proposito, la scuderia di Milton Keynes non le ha mandate a dire al partner Renault, che fornisce la power unit. Il team manager Christian Horner ha detto: “Ci devono delle scuse”.

GP nero anche per Leclerc, coinvolto in una serie di contatti al via e out dopo un giro e mezzo. In top si segnalano un eccezionale Gasly, 6° con la Toro Rosso, seguito dalla Haas di Magnussen. In top 10 anche Alonso, Sainz e l’altra Haas di Grosjean.

I piloti avranno ora il tempo di ricaricare le pile: tra quattro settimane si riparte da Spa-Francorchamps.

  MotorAge.it Redazione – Andrea Sicuro

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