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F1 Germania: pioggia fredda Mondiale

 Tanto tuonò che alla fine piovve. Lewis Hamilton rimonta dal 14° posto e si aggiudica il GP F1 di Germania, davanti al compagno di team Bottas. Decisivo l’errore di Vettel che sbatte mentre era in testa e perde il vertice del Mondiale: ora è a -17 dall’inglese. Sul  podio, a consolare un po’ la Ferrari, c’è Raikkonen.

Per la serie “chi la fa, l’aspetti”. Dopo lo sgarbo ricevuto due settimane fa a Silverstone, Lewis Hamilton si rifà con gli interessi andando a vincere a Hockenheim, in casa di Sebastian Vettel.

Il ferrarista giunge e dominare incontrastato il GP di Germania. Ma poi finisce incredibilmente a muro, gettando alle ortiche in un colpo solo gara, leadership del Mondiale piloti e costruttori.

Comanda ora il campione del mondo in carica con 17 punti di vantaggio sul tedesco. La Mercedes guida invece la classifica dei team, a +8 sulla Ferrari. Davvero un epilogo amarissimo per il Cavallino, in un weekend dalle grandi emozioni a seguito delle dimissioni dell’ex presidente Sergio Marchionne, sostituito da John Elkann.

La Rossa sognava di dedicare la vittoria al manager italo-canadese, le cui condizioni di salute rimangono gravi.

Non è stato possibile, anche a causa della pioggia che si è abbattuta copiosa in terra teutonica, ribaltanre un esito che sembrava scritto a chiare lettere. Ora ripartire sarà ancora più complicato, per il morale forse ancor più che per la classifica.

 Tanto più si arriva in alto, tanto più la caduta fa rumore.

Onore al merito a Hamilton, autore di una rimonta impronosticabile dal 14° posto in griglia dopo il mancato accesso in Q2. Ma Vettel è stato protagonista del classico suicidio perfetto.

Con il rivale in settima fila e la pole position conquistata al sabato, le premesse per allungare in vetta al Mondiale c’erano tutte. Non è la prima volta in stagione che la Ferrari non riesce ad approfittare delle circostanze di gara favorevoli per portare a casa la vittoria.

Quest’anno sembra inoltre che chi è in testa al Mondiale, soffra di vertigini e finisca per cadere rovinosamente. È accaduto tre settimane fa alla Mercedes, in Austria, accade ora al Cavallino. Ma questo è un duro colpo che fa ancora più male, perché nel frattempo sono passate altre due gare e il tempo a disposizione è ancora meno.

Bisogna sperare che le Frecce argentate sbaglino ancora, impresa ardua da ipotizzare. E che la Rossa riesca ad azzerare tutto, a partire dalla prossima gara in Ungheria, il 29 luglio, l’ultima prima della pausa estiva.

 Un errore pagato a caro prezzo.

Fino a quel pazzesco 52° giro, sembrava che tutto andasse per il verso giusto per la scuderia di Maranello. Al via Vettel aveva mantenuto la posizione, davanti a Bottas e Raikkonen. Dietro a loro Verstappen e l’arrembante Hamilton, portatosi in poco tempo al 5° posto.

Dal muretto viene richiamato allora Raikkonen per fare da tampone all’inglese. Completata la girandola dei pit stop,  le Ferrari si ritrovano in prima fila con Kimi leader che riceve dai box l’ordine di lasciar passare Seb.

Nubi oscure s’incominciano ad addensare, non soltanto per la pioggia che di lì a poco arriverà. Prima Hamilton rientra per montare le ultrasoft mentre altri, tra cui Verstappen, hanno tentato l’azzardo delle intermedie finendo per pagare dazio.

La pioggia infatti diminuisce e costringe tutti gli altri a tornare ai box per montare le slick. Nel frattempo a farne le spese è Vettel che esce di pista tra lo sgomento del tifo casalingo del Motodrom e la gioia di quello rivale.

Con il senno di poi è facile parlare. È vero che rientrando ai box per il cambio gomme Vettel avrebbe perso la posizione. Ma è altrettanto vero che anche un secondo posto sarebbe stato oro per il Mondiale.

 La fortuna arride agli audaci.

La vittoria viene così servita sul piatto d’argento a Hamilton che rimonta e si porta al comando, seguito da Bottas e Raikkonen.

È anche fortunato il britannico perché la Safety Car entrata in pista per rimuovere la monoposto di Vettel congela le posizioni fino al traguardo. Ma, del resto, anche Napoleone diceva di preferire i generali fortunati a quelli bravi. Anche la buona sorte serve per vincere. Un’ulteriore annotazione statistica: nell’era delle power unit tutte le volte in cui è scesa la pioggia (12) il Re Nero è sempre riuscito a conquistare la vittoria. Non può essere una coincidenza.

Quarto Verstappen, l’unico a salvarsi in una domenica nera anche per le Red Bull. Ricciardo rimedia il quarto ritiro della stagione, a causa di problemi al motore che già lo avevano costretto a partire dall’ultimo posto. In quinta posizione Hulkenberg.

Per la Ferrari l’occasione di rifarsi arriva subito tra sette giorni, all’Hungaroring di Budapest.

  Redazione Motorage.it – Andrea Sicuro

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