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Maserati Levante S: Alto Granturismo

Il primo SUV nella storia del Tridente mette in campo performance straordinarie, specialmente nella versione S con motore di produzione Ferrari erogante 430 CV.


Al volante della Maserati Levante S si rimane favorevolmente impressionati dall’agilità nelle curve, nonostante il peso abbondantemente superiore alle due tonnellate e le dimensioni importanti.  In sostanza, i progettisti del Tridente sono riusciti a infondere un’anima da granturismo sportiva al nuovo modello, senza rinunciare alla versatilità tipica dei SUV. Due concetti apparentemente in antitesi che convivono sulla Levante, in quanto con lei puoi fare il tempo da record sul giro al Nurburgring, oppure affrontare percorsi fuoristrada di un certo impegno con la medesima nonchalance. Nessun’ altra concorrente riesce a fare altrettanto, nemmeno la Porsche Cayenne.

Motore by Ferrari
Il propulsore della Maserati Levante S è il 6 cilindri a V di 60° da 3 litri, sovralimentato mediante due turbocompressori, erogante 430 CV a 5.750 giri/min. e 580 Nm a 5.000 giri/min. di coppia massima. Questo motore è stato progettato dalla Maserati Powertrain ed è interamente prodotto a Maranello presso la Ferrari. Che questo gioiello della tecnica appartenga alla motor valley per eccellenza, situata a Modena e dintorni, te ne accorgi immediatamente dal sound vigoroso e brutale.

Qualcosa d’inimitabile e immediatamente riconoscibile che preannuncia performance all’altezza del Tridente. A questo proposito, infatti, la Maserati Levante S accelera da 0 a 100 km/h in 5”2/10 e raggiunge 264 km/h di velocità massima. Ma al di là dei dati pur eloquenti, colpiscono favorevolmente soprattutto la fluidità e la regolarità di erogazione, più usuali su motori aspirati dalla cilindrata doppia rispetto al V6 biturbo Maserati-Ferrari.

Cambiate fulminee
A sostenere adeguatamente l’esuberanza del motore, vi è l’onnipresente cambio automatico ZF a 8 rapporti che, reinterpretato dai tecnici Maserati, è in grado di effettuare passaggi di marcia in appena 150 millisecondi. Il tutto senza dimenticare la fluidità e il comfort tipici di un sistema con convertitore di coppia del genere, decisamente migliori rispetto a quanto offrono diverse trasmissioni a doppia frizione. Come se non bastasse, oltre alla classica leva centrale, la funzione manuale è attivabile tramite i pratici paddle fissi al piantone. Soluzione che impedisce di confondersi con i comandi nelle rotazioni del volante superiori ai 90°.

Sterzo esemplare
Complici il baricentro più basso della categoria, la trazione integrale Q4 “fortemente posteriore”, le raffinate sospensioni a quadrilateri deformabili con tanto di ammortizzatori elettronici e molle ad aria, nonché la distribuzione di 50-50 sui due assali, la Maserati Levante S ha una tenuta di strada nelle curve semplicemente irraggiungibile dalle concorrenti, al pari della maneggevolezza. Questo comportamento è debitamente assecondato dallo sterzo diretto e preciso con servoassistenza idraulica. Soluzione ormai molto rara e foriera di un feedback semplicemente impensabile per parecchi sistemi asserviti elettricamente, come giustamente ritengono anche in Maserati.

Stile inimitabile
Per quanto riguarda la linea, i vetri privi di cornice, la calandra d’ispirazione Alfieri, i gruppi ottici sottili e aggressivi, le tre feritoie cromate per lato e la parte posteriore caratterizzata da quattro terminali di scarico, “parlano il linguaggio” Maserati. In altre parole, la tradizione di forme uniche, sportive ed eleganti del Tridente è stata pienamente rispettata; fattore non certo scontato considerato come la Levante sia il primo SUV in oltre 100 anni di storia della Maserati.

Inoltre, questa splendida carrozzeria dimostra un livello qualitativo impeccabile, grazie alla verniciatura ben stesa e agli accoppiamenti tra le parti privi di luci eccessive. Non potrebbe essere altrimenti, poiché la Levante nasce in un’area apposita dello stabilimento di Mirafiori, prodotta con perizia artigianale da maestranze altamente specializzate. Il medesimo rigore di esecuzione si ritrova nell’abitacolo, in virtù dei montaggi molto accurati, senza dimenticare i materiali nobili e ricercati. Materiali come la raffinata pelle che, oltre ai sedili, riveste plancia e pannelli porta, oppure i legni pregiati o in alternativa la fibra di carbonio, senza dimenticare l’Alcantara per montanti e cielo e perfino la pelle e seta degli allestimenti Zegna Edition.

Peccato che in questo quadro di assoluta eccellenza vi siano alcune note stonate. Stiamo parlando, infatti, di particolari provenienti dalla produzione di massa Chrysler e Jeep, come il tasto di avviamento motore, i comandi di alzacristalli, luci e devioluci. Ma purtroppo, nessuno è perfetto.

Gian Marco Barzan

 

 

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