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Tariffa unica per le RCA: sarà possibile?


rc_auto_scontiOltre a detenere il triste primato delle RCA più care d’Europa, l’Italia pecca anche di non avere una tariffa unificata a livello nazionale per quanto riguarda le polizze. Esistono infatti forti squilibri tra Nord e Centro-Sud: nel mezzogiorno e nel meridione possiamo trovare prezzi anche triplicati rispetto a quelli settentrionali. La cifra proibitiva porta a viaggiare senza assicurazione, o ad esporre tagliandi falsi sul parabrezza, o a scappare in caso d’incidente per evitare di essere sorpresi senza un’assicurazione valida. In questo modo si autoalimenta il circolo dell’illegalità.

La disparità del premio assicurativo aveva portato alcuni deputati del PD campano a depositare in Corte di Cassazione un progetto di legge denominato ‘’RCA: tariffa Italia’’, che mirava a premiare gli automobilisti virtuosi a prescindere dalla loro area geografica di residenza. La proposta prevedeva che tutti coloro che negli ultimi 5 anni non avevano avuto incidenti, potessero accedere alla tariffa più bassa stabilita a livello nazionale, indipendentemente da dove abitavano.  Se l’iniziativa, promossa dal Comune di Napoli, avesse raggiunto le 50.000 firme previste, avrebbe consentito ai cittadini napoletani un risparmio dai 500 € ai 1.000 € l’anno.

Ma immediata è arrivata la bocciatura della proposta di legge da parte dell’ANIA (Associazione Nazionale Imprese Assicurative). L’Associazione ha infatti definito la proposta sia illegittima,  perché contraria alle Direttive Comunitarie che vietano di imporre alle compagnie condizioni di prezzo di qualunque tipo, sia irrealizzabile, ‘’in quanto farebbe saltare il meccanismo mutualistico su cui si fonda l’assicurazione’’. Inoltre sottolinea che in Italia il rischio assicurativo non è lo stesso nei diversi territori: l’ultima rilevazione effettuata dall’ANIA ha evidenziato che la frequenza di sinistri di coloro che sono collocati nella prima classe di bonus-malus a Napoli, nel 2012, si attestava all’8,10% a fronte di una media nazionale del 5,63%.

Aldo Minucci, presidente ANIA, ha affermato che non differenziando i premi per  provincia di appartenenza, sulla base della diversa incidentalità riscontrata nelle varie zone geografiche, si sacrificherebbero gli assicurati di città meno rischiose. Siccome già in passato l’ANIA aveva bloccato un emendamento analogo (la riforma Marzano del 2002), ha chiesto una moratoria di tre anni all’emendamento di nuove norme al mercato delle assicurazioni perchè ritiene eccessivo il carico di regolamentazioni dell’ultimo triennio. Il presidente Minucci ci tiene però a sottolineare che “ben vengano norme finalizzate alla semplificazione e quelle di riconosciuta emergenza”. Che si facciano proposte dunque, perché sollevare il problema, bocciare le proposte e lasciarlo irrisolto, non aiuta a semplificarlo né a risolverlo.

Manuela Caputo

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