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L’auto del futuro è nata in Madagascar?

 915Non ha vetri elettrici, non ha airbag, non ha GPS, ma rappresenta il futuro dell’industria dell’automobile del Madagascar. Il prototipo della Mazana II è stato presentato in questi giorni dalla società Karenjy.

La vettura è robusta e rustica in modo da rispondere alle esigenze di un terreno particolarmente disastrato come quello del Madagascar. Il motore è un Peugeot con 112 cavalli di potenza. Le ambizioni sono modeste, in quanto i programmi di produzione prevedono di “sfornare” 200 unità all’anno. D’altro canto i mezzi a disposizione per la costruzione sono modesti; non vi sono catene di montaggio automatizzate, non vi sono robot e le vetture sono tutte costruite a mano da 70 dipendenti. In queste condizioni produrre 200 vetture è già un bell’impegno per Karenjy, un’azienda fondata nel 1984 che ha costruita un centinaio di vetture fino al 1993 quando è stata costretta a chiudere per difficoltà economiche. La produzione ha ripreso nel 2008 sotto la regia di Relais, una società solidale franco-malgascha. Il mercato automobilistico dell’isola di Madagascar è in mano ai costruttori giapponesi e cinesi.

G.M.

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