MotorAge New Generation

Corvette Stingray il mito che ritorna

 Le prove di Gianni Montani

 LA STORIA La Chevrolet Corvette Stingray, giunta alla settima generazione, è la sportiva più famosa della produzione americana e in sessantotto anni di vita ha entusiasmato intere generazioni di appassionati. Il debutto del prototipo il cui nome derivava da quello delle navi appoggio della marina americana, è avvenuto nel 1953, con tanto di bandiera svizzera inserita nel logo in onore del fondatore della Casa americana. Louis Chevrolet figlio di un orologiaio svizzero. La Corvette del 1953 era uno spider con la carrozzeria in fibra di vetro, motore a sei cilindri di 3800 cc con 155 CV di potenza, cambio a 4 marce e raggiungeva la velocità massima di 200 km/h.

 LO STILE I tratti stilistici della nuova Corvette sono valorizzati dai chiari e scuri che avvalorano ancor più quel termine Stingray che completa la denominazione del modello. Nella seconda generazione del 1963 le due parole Sting (aculeo) e Ray (pesce razza) erano divise e impresse sui parafanghi anteriori. Senza sacrificare le proporzioni tipiche di una Corvette caratterizzate dal lungo cofano motore e dalla parte posteriore tronca molto compatta, la silhouette della nuova Corvette sembra ispirarsi alla Ferrari F12 ma anche alla Nissan GT-R, mentre la parte posteriore ha molti punti di contatto con la Ford Mustang. Le fiancate scolpite con le stesse feritoie nere dietro i parafanghi, si rifanno invece alla Corvette della terza generazione (1967-1982. Spettacolari sono anche le quattro luci di segnalazione posteriori e i quattro terminali dell’impianto di scarico.

 L’ABITABILITA’ Un deciso passo avanti è stato compiuto per quanto riguarda la qualità dei materiali e delle finiture in netto progresso rispetto alla generazione precedente, anche se alcuni tessuti plastici non sono ancora di livello adeguato. L’altra novità riguarda la plancia strumenti e il posto guida completamente ridisegnati, che ora sembrano il cockpit di un aereo da combattimento. Il cruscotto digitale consente di visualizzare in modo tradizionale o futuribile la ricca strumentazione, mentre il passeggero (l’unico possibile a bordo) è stato confinato “in solitario” sulla poltrona di destra, ma con il vantaggio di poter regolare a piacimento la climatizzazione e la ventilazione del sedile con i tasti presenti sotto la bocchetta nel lato destro della plancia.

 LA MOTORIZZAZIONE Per poter competere con la produzione europea la settima generazione della Corvette è stata realizzata su una struttura in alluminio la cui rigidità è stata aumentata del 57 per cento, utilizzando molti particolari in carbonio e in materiali compositi che hanno ridotto il peso di 60 kg. Il passaggio dalla sesta alla settima generazione ha comportato anche una profonda rivisitazione del propulsore a otto cilindri a V di 6.2 litri, in modo da renderlo adatto ad accogliere i sistemi di iniezione diretta di benzina e di disattivazione di quattro degli otto cilindri a velocità stabilizzata. I 30 cavalli di potenza in più rispetto alla generazione precedente di cui è accreditato il motore fanno si che la potenza superi quella dell’Audi R8 e della Porsche 911 Carrera S. Per il mercato europeo la nuova Corvette è disponibile oltre che con il cambio automatico a sei marce anche con quello manuale a sette marce, lo stesso utilizzato dalla Porsche 911, dotato di sistema Active Rev che anticipa il passaggio di marcia adattandolo al regime di giri del motore, con il risultato pratico di una riduzione importante dei consumi.

LA STRADA Una leggera pressione sul pulsante della messa in moto e i 466 cavalli di potenza prendono vita con un suono rauco che però è destinato a cambiare rapidamente in quanto è possibile modificare il comportamento dinamico della vettura azionando la manopola del Drive Mode posta accanto al cambio, scegliendo una delle cinque diverse regolazioni (da “Inverno” a “Pista”). Non è facile prendere confidenza con i tanti dispositivi e contemporaneamente gestire un’accelerazione degna di una Ferrari California, ma, assecondati dall’ottimo cambio e dall’ESP che svolge ottimamente il proprio lavoro è possibile sfruttare a fondo l’allungo fenomenale del motore che sembra non fermarsi mai.

 LA TECNICA

– motore: 8 cilindri a V, 16 valvole, 6162 cc, 466 CV a 6000 g/m, 630 Nm a 4600 g/m
– emissioni CO2: 279 g/km
– trazione: posteriore
– cambio: manuale 7 marce
– sospensioni: anteriore indipendente a doppio triangolo con architettura Short-Long Am, posteriore bracci superiori e inferiori in alluminio
– sterzo: a pignone e cremagliera con rapporto variabile, servo assistenza elettrica
– peso a vuoto: 1539 kg
– capacità vano bagagli: 593 litri
– capacità serbatoio carburante: 70 litri
– misure: lunghezza 4,493 m, larghezza 1,877 m, altezza 1,239 m; passo 2,710 m
– accelerazione 0 – 100 km/h: 4”2/10
– velocità massima: 292 km/h
– consumo medio: 12 l/100 km
– prezzo: 74.590 euro

 Gianni Montani

Redazione MOTORAGE
23/06/2014 – 15:14

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