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    <title>Articoli MOTORAGE - Parliamo di...</title>
    <description>Gli ultimi articoli pubblicati sul sito MOTORAGE</description>
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    <managingEditor>info@motorage.it (Redazione MOTORAGE)</managingEditor>
    <language>it-IT</language>
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      <link>http://www.motorage.it/articolo_1927.aspx</link>
      <title><![CDATA[Mille Miglia Story: 1927-1957]]></title>
      <author>info@motorage.it</author>
      <pubDate>ven, 18 mag 2012 10.29.12 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p><a class="js_zoom" target="_blank" href="upload/images/news/big/covermillemiglia_story_big.jpg"><img alt="" src="/upload/images/news/covermillemiglia_story.jpg" class="img_left" /></a>&nbsp; <strong>Il Libro</strong></p>
<p>&nbsp;<em>Prezzo &euro; 29,00 - Formato: 24.3x27 - Pagine: 192 - Foto: 415 in b/n e 70 a colori - Cartonato - Testo: italiano</em></p>
<p>&nbsp;La Mille Miglia &egrave; una corsa che non ha certo bisogno di presentazioni. La grande, folle competizione, inventata sul finire degli anni Venti da un manipolo di appassionati che corrispondevano ai nomi di Renzo Castagneto, Giovanni Canestrini, Aymo Maggi e Franco Mazzotti, ha rappresentato per trent'anni, in Italia, la massima espressione dell'automobilismo sportivo, ma ha anche saputo trasformarsi in un enorme fenomeno di costume segnando, a suo modo, il passare di quei tre decenni. </p>
<p><strong>&nbsp;Dopo le &ldquo;storiche&rdquo; pubblicazioni</strong> dedicate alla grande corsa quali l'oggi introvabile volume a firma dello stesso Canestrini, apparso nel lontano 1967 (a dieci anni dalla fine della gara), seguito da quello realizzato da un altro &ldquo;mitico&rdquo; pe<strong><a class="js_zoom" href="upload/images/news/big/invito_millemiglia_modena_big.jpg"><img alt="" src="http://www.motorage.it/upload/images/news/invito_millemiglia_modena.jpg" class="img_right" /></a></strong>rsonaggio come il Conte Giovannino Lurani, sino al monumentale lavoro di Angelo Tito Anselmi all'alba degli anni Novanta del Novecento, mancava oggi un libro che raccontasse l'intera vicenda di quell'irripetibile epopea. A colmare questa lacuna ha pensato Leonardo Acerbi, dando vita ad un libro, pubblicato da Giorgio Nada Editore, che, anno dopo anno, ripercorre tutte le ventiquattro edizioni della Mille Miglia, dal 1927 al 1957. </p>
<p>&nbsp;La prima storica affermazione della OM di Minoia-Morandi, le epiche sfide fra Nuvolari (per due volte vincitore assoluto) e Varzi (primo nel 1934), il dominio pressoch&eacute; incontrastato delle Alfa Romeo sino alla Mille Miglia del 1947, prima di cedere il testimone alla Ferrari, capace di aggiudicarsi otto delle undici edizioni del dopoguerra, ma anche il successo della Lancia di Ascari nel 1954 o quello, a tempo di record, della Mercedes-Benz di Moss-Jenkinson nel '55, sono certo argomenti noti agli appassionati. </p>
<p>&nbsp;Eppure &egrave; diverso il taglio con cui l'autore ha deciso di affrontarli nel libro: tornare alle fonti, alle pagine de L'Auto Italiana in primis ma anche a quelle di cronaca de La Gazzetta dello Sport senza dimenticare i testi fondamentali sulla grande corsa. Sono cos&igrave; gli stessi protagonisti di un tempo a parlare, a raccontare, talvolta addirittura in prima persona, le loro imprese. Scorrendo le 192 pagine, riccamente illustrate (anche con le immagini scattate da Alberto Sorlini, fotografo ufficiale della Mille Miglia dal 1947 al 1957) ci si imbatter&agrave; nei ricordi di Canestrini e di Castagneto, nelle pungenti polemiche di Lurani, nel rancore di Varzi, beffato del rivale Nuvolari (e forse dalla stessa Alfa Romeo) nell'edizione del 1930 ma anche nell'appassionante racconto di un Castellotti che spiega come fece ad arrivare comunque al traguardo, primo, nel 1956, mentre la pioggia gli martirizzava gli occhi non pi&ugrave; protetti dagli occhiali. Storie di un automobilismo remoto, lontano anni luce dalla contemporanea F1, fatto di eroismo, sacrificio, talvolta anche estremo. </p>
<p>&nbsp;Anche per queste ragioni era importante rifare ancora una volta luce su queste vicende nella speranza che, pur a distanza di tanti, possano appassionare anche il pubblico pi&ugrave; giovane.</p>
<p>La presentazione del libro, che avr&agrave; luogo presso <strong>il&nbsp; Museo Casa Enzo Ferrari Via Paolo Ferrari, n. 85 - 41121 Modena sabato 19 maggio 2012 alle ore 18:00</strong>, sar&agrave; accompagnata da una proiezione di immagini storiche della Mille Miglia. <br />
Interverr&agrave; l'autore Leonardo Acerbi che sar&agrave; lieto di rispondere alle domande degli invitati.&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"> </p>]]></description>
      <guid>http://www.motorage.it/articolo_1927.aspx</guid>
    </item>
    <item>
      <link>http://www.motorage.it/articolo_1925.aspx</link>
      <title><![CDATA[Traffico: nelle grandi citt&#224; si va veloci come nel 1700]]></title>
      <author>info@motorage.it</author>
      <pubDate>gio, 17 mag 2012 13.34.53 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p><img alt="" src="/upload/images/news/traffico_auto1.jpg" class="img_left" />&nbsp;<em>Confcommercio ha diffuso i dati del suo Libro bianco dei trasporti. Emerge che nei grandi centri urbani come Roma o Milano la velocit&agrave; media &egrave; di 15 km/h. Ma questa andatura pu&ograve; anche drasticamente dimezzare nelle ore di punta.</em></p>
<p>&nbsp;Secondo Confcommercio, questa terrificante congestione delle nostre aree urbane ha conseguenze sociali ed economiche molto elevate. Ed effetti al limite del grottesco: per andare dal centro di Milano all&rsquo;aeroporto di Malpensa o di Orio al Serio (circa 50 km) si impiega pi&ugrave; tempo di un volo in aereo da Milano a Roma.</p>
<p>&nbsp;<strong>Questo &egrave; il risultato di molte variabili.</strong> Tra esse vi sono il numero enorme di veicoli, infrastrutture (urbane ed extraurbane) molto carenti, inefficienza del servizio pubblico di trasporto, mancanza di parcheggi.</p>
<p>&nbsp;<strong>La conseguenza di questo scenario</strong>, dal punto di vista economico, &egrave; triste, soprattutto se paragonata agli altri paesi europei. Utilizzando come strumento di paragone gli indicatori di sviluppo in Germania, se negli ultimi 10 anni il nostro Paese avesse attuato un serio programma di ammodernamento e razionalizzazione della Rete stradale e di aumento di efficienza dei trasporti, avremmo generato una quantit&agrave; di PIL pari a 142 miliardi di euro.</p>
<p>&nbsp;Ma, sottolinea Confcommercio, anche facendo molto meno rispetto agli altri Paesi europei, avremmo comunque creato effetti molto positivi. Sarebbe bastato eliminare i profondi squilibri che esistono tra nord e sud dell&rsquo;Italia. In questo caso, il guadagno in termini di PIL sarebbe stato pari a 50 miliardi di euro.</p>]]></description>
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    </item>
    <item>
      <link>http://www.motorage.it/articolo_1924.aspx</link>
      <title><![CDATA[Vigili urbani e qualche furbo]]></title>
      <author>info@motorage.it</author>
      <pubDate>gio, 17 mag 2012 12.31.38 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p><img alt="" src="/upload/images/news/strada_extraurbana.jpg" class="img_left" /><em> </em><strong>Nulle le multe con autovelox su strade non di loro competenza.</strong></p>
<p><em>&nbsp;Nell&rsquo;eterna lotta tra il codice della strada e gli automobilisti indisciplinati ci si mettono, molto spesso, le forze dell&rsquo;ordine e un certo atteggiamento orientato esclusivamente a punire (e fare cassa!) ma non certo a prevenire e insegnare.</em></p>
<p>&nbsp;Quante volte si legge di multe elevate in condizioni di palese abnormit&agrave;, esercitando veri e propri abusi di potere da parte dei comuni, interessanti esclusivamente a riempire le proprie tasche? E ti saluto bene comune.</p>
<p>&nbsp;<strong>Il Tribunale di Camerino</strong> ha, in questi giorni, evidenziato un&rsquo;altra prassi &ldquo;furbetta&rdquo; dei tutori dell&rsquo;ordine. La sentenza del Giudice di Pace di Camerino, la n. 842/12 della sezione civile, ha stabilito che sono nulle le infrazioni&nbsp; elevate con autovelox sulle strade che non sono sotto la competenza dei vigili ma che ricadono nell&rsquo;agro del comune.</p>
<p>&nbsp;<strong>Secondo la sentenza</strong>, i vigili urbani, e tanto meno le guardie giurate che vanno spesso oltre i loro ruoli, infatti, non sono legittimati a svolgere il servizio di polizia stradale sulle strade extraurbane principali. Queste, infatti, sono equiparate alle autostrade. E questo vale anche se anche se l&rsquo;automobilista, al momento dell&rsquo;infrazione, si trova lungo un tratto del territorio del Comune cui appartiene la polizia locale che eleva la contravvenzione.</p>
<p>&nbsp;Il giudice ha infatti osservato che l&rsquo;amministrazione locale, in quanto NON ente proprietario NE&rsquo; gestore della superstrada, non ha alcun titolo a effettuare servizio di polizia stradale. Tantomeno ha facolt&agrave; di installare auto</p>]]></description>
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    </item>
    <item>
      <link>http://www.motorage.it/articolo_1913.aspx</link>
      <title><![CDATA[Mercato auto Italia]]></title>
      <author>info@motorage.it</author>
      <pubDate>mer, 09 mag 2012 11.51.00 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p><img alt="" src="/upload/images/news/mercato_usato.jpg" class="img_left" />&nbsp;<strong>La crisi continua a colpire anche l&rsquo;usato</strong></p>
<p>&nbsp;<em>Non &egrave; solo il mercato dell&rsquo;auto nuova a soffrire. A causa della difficile condizione economica del Paese e, d&rsquo;altro canto,del continuo aumento delle voci di spesa legate all&rsquo;automobile, anche il settore delle auto usate &egrave; in discesa.</em></p>
<p>&nbsp;Si tratta di un chiaro segnale: famiglie e aziende posticipano l&rsquo;acquisto di un nuovo veicolo danneggiando il flusso del ricambio del parco circolante. Ne risente, di conseguenza, anche il calcolo delle emissioni. Meno auto nuove circolanti implica che quelle pi&ugrave; vecchie, contrassegnate da un livello di emissioni pi&ugrave; elevato, continuano a circolare, a danno della qualit&agrave; dell&rsquo;aria.</p>
<p>&nbsp;<strong>Nel mese di aprile 2012</strong> sono avvenuti il 18% in meno di passaggi di propriet&agrave; di veicoli a quattro ruote rispetto ad aprile 2011. Per quanto riguarda le due ruote il risultato &egrave; stato negativo per il 22%.</p>
<p>&nbsp;In Italia l&rsquo;usato, in ogni caso,continua a tirare pi&ugrave; del settore del nuovo: ogni 100 auto nuove vendute, sono state vendute 152 auto usate ad aprile, e 165 nel computo dei primi 4 mesi dell&rsquo;anno.</p>
<p>&nbsp;<strong>Da gennaio 2012</strong> al 30 aprile, il mercato dell&rsquo;usato &egrave; calato del 13,3% con riferimento alle auto e del 12,5 per le moto.</p>
<p>&nbsp;Il trend negativo, come sopraccitato, riguarda anche le radiazioni: le auto eliminate dalla circolazione, rispetto ad aprile 2011, sono state 112.573 (-5,6%), viceversa le moto 10.495 (+3,7%). Ogni 100 autovetture nuove ne sono state radiate 87 ad aprile e 94 nel primo quadrimestre. </p>
<p>&nbsp;Il mercato delle radiazioni da gennaio ad oggi ha fatto rilevare una diminuzione del 3,7% per le autovetture ed un aumento del 7,6% per i motocicli.</p>]]></description>
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    </item>
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      <link>http://www.motorage.it/articolo_1911.aspx</link>
      <title><![CDATA[Skoda Fabia: 3 milioni di esemplari]]></title>
      <author>info@motorage.it</author>
      <pubDate>mer, 09 mag 2012 11.06.14 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p><img alt="" src="/upload/images/news/skoda_gruppo.jpg" class="img_left" />&nbsp;<em>Dallo stabilimento Mlad&aacute; Boleslav, in Repubblica Ceca, &egrave; uscito l&rsquo;esemplare numero 3 milioni della Skoda Fabia, acquistato da un cliente tedesco.</em></p>
<p>&nbsp;Lanciata nel 1999 al Salone di Francoforte come erede della Skoda Felicia, la compatta ceca &egrave; attualmente alla sua seconda generazione (nel 2010 &egrave; stata sottoposta a un leggero restyling). Il primo modello ha venduto, complessivamente, 1.788.063 esemplari. Nel 2007 &egrave; stata introdotta la seconda serie, che fino a oggi ha totalizzato 1.211.937 unit&agrave;.</p>
<p>&nbsp;<strong>Oggi la Fabia</strong> viene costruita in varie parti del mondo: Repubblica Ceca, Cina, Russia e India. La city car viene venduta 103 Paesi nel mondo quale tassello fondamentale del programma produttivo del Gruppo Audi-Volkswagen fino al 2018 (come ha sottolineato Winfried Vahland, Presidente del marchio).</p>
<p>&nbsp;<strong>Negli anni la piccola citiycar</strong> ceca ha saputo ampliarsi e rispondere a esigenze molteplici grazie a nuove versioni, serie speciali e performance anche nelle corse. Sono cos&igrave; nate la Fabia Wagon, la versione Greenline (con motore 1.2 TDI, Start-Stop e recupero dell&rsquo;energia in fase di frenata. Dichiara un consumo di appena 3,4 litri/100 km e 89 g/km di Co2). Nella banda cordiali ricordiamo Fabia Montecarlo lanciata nel 2011 e la Fabia Super 2000 condotta con successo nei campionati S-WRC e IRC dal Team &Scaron;KODA Motorsport.</p>]]></description>
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    </item>
    <item>
      <link>http://www.motorage.it/articolo_1907.aspx</link>
      <title><![CDATA[Mercato auto 2012: le previsioni UNRAE]]></title>
      <author>info@motorage.it</author>
      <pubDate>mar, 08 mag 2012 12.34.45 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p>&nbsp;<a class="js_zoom" target="_blank" href="upload/images/news/big/car_sales2_big.jpg"><img alt="" src="/upload/images/news/car_sales2.jpg" class="img_left" /></a><em>Il Centro Studi dell&rsquo;UNRAE, l&rsquo;associazione che riunisce in Italia i marchi automobilistici esteri, ha realizzato un documento che descrive le previsioni  dell&rsquo;andamento del mercato dell&rsquo;auto in Italia fino alla fine del 2012.</em></p>
<p>&nbsp;L&rsquo;Osservatorio &ldquo;Previsioni &amp; Mercato&rdquo;, descrive uno scenario un po' preoccupante, ma che secondo noi deve trovare nuove spinte. </p>
Riassunto dalle parole di Romano Valente, Direttore Generale UNRAE: &ldquo;La previsione della domanda &egrave; condizionata dall&rsquo;accresciuta imposizione diretta (IVA, IPT, imposte sulla RCAuto e Superbollo) e dall&rsquo;aumento del prezzo dei carburanti con il conseguente aumento dei costi di gestione dell&rsquo;auto. Inoltre, le annunciate disposizioni in materia fiscale e lo scenario economico di recessione per il 2012 continueranno a tenere depressa la propensione all&rsquo;acquisto di auto nuove&rdquo;.<br />
<p>&nbsp;In breve, analizzando i dati del primo quadrimestre del 2012 e proiettando i risultati in un&rsquo;ottica annuale, secondo l&rsquo;UNRAE le vendite di nuovi veicoli nell&rsquo;anno in corso potrebbero chiudersi con una flessione del 18% rispetto al 2011 e del 27% rispetto al 2010.<br />
Ma potrebbe anche realizzarsi una discreta ripresa, soprattutto per quei marchi che stano impegnandosi in fatto di nuove proposte, tecnologie e divulgazione mediatica. </p>
<p>&nbsp;<strong>Demotorizzazione? -</strong> L&rsquo;attuale crisi economica e l&rsquo;aumento dei costi di gestione dell&rsquo;automobile stanno provocando allarmismi: gli italiani riducono l&rsquo;uso dell&rsquo;auto</p>
<p>&nbsp;Quella delle famiglie appare la categoria pi&ugrave; colpita dalla crisi, ed &egrave; anche in questo ambito che le Case automobilistiche dovranno giocarsi le loro idee. Se le minori possibilit&agrave; di risparmio si traducono in minori possibilit&agrave; di acquistare un&rsquo;automobile, serve un cambio di traiettoria istituzionale, ma avranno la meglio anche gli investimenti e il credo dei grandi Marchi verso l'innovazione, tecnologica e di vendita. Le previsioni parlano anche di un aumento della domanda di noleggio, ma sempre relativa.</p>
<p>&nbsp;<strong>Scelte alternative? - </strong>L&rsquo;effetto psicologico prende oggi forti mazzate dall' aumento dei prezzi dei carburanti, che secondo l&rsquo;UNRAE, porter&agrave; un ulteriore incremento della domanda di automobili con alimentazione alternativa, GPL, metano, o considerazioni moderne sulle nuove auto ibride. Indicheremmo anche le elettriche, ma i passaggi sembrano pi&ugrave; lenti del previsto</p>
<p><strong>&nbsp;Istituzioni assenti </strong>- Romano Valente, infine, fa notare come nonostante i  risultati del nostro mercato  il Legislatore non ritiene ancora necessario un&rsquo;aiuto del comparto: &ldquo;Preoccupano molto gli effetti derivati dall&rsquo;aumento dei costi di gestione delle auto, dal deterioramento del clima sociale&rdquo;.</p>
Per questo saranno le Case automobilistiche a dover giocare le loro carte migliori.]]></description>
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    </item>
    <item>
      <link>http://www.motorage.it/articolo_1906.aspx</link>
      <title><![CDATA[Variante di Valico: futuro incerto ]]></title>
      <author>info@motorage.it</author>
      <pubDate>mar, 08 mag 2012 11.47.25 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p><img alt="" src="/upload/images/news/variante_di_valico.jpg" class="img_left" />&nbsp;<strong>La A1 potrebbe diventare inutilizzabile?</strong></p>
<p><em>&nbsp;Sono noti i problemi della Variante di Valico, il nuovo tratto autostradale in costruzione sulla A1 che da Bologna, attraversando gli Appennini, giunge a Firenze. La mega opera cantierizzata da una societ&agrave; dell&rsquo;ex-ministro delle Infrastrutture del Governo Berlusconi Pietro Lunardi ha risvegliato pericolose frane nella zona di Ripoli dove &egrave; in corso lo scavo di una galleria.</em></p>
<p>&nbsp;Nella giornata di ieri i tecnici del&nbsp;Cnr e dell&rsquo;Ispra venuti da Roma&nbsp;su invito del prefetto di Bologna,&nbsp;Angelo Tranfaglia, hanno emesso il loro verdetto sulla natura delle frane che da ormai mesi stanno avendo effetti disastrosi: molte case di Ripoli sono state evacuate e le stesse gallerie hanno subito alcune modifiche a causa degli spostamenti della montagna.</p>
<p>&nbsp;Il risultato della loro relazione non blocca i lavori ma chiarisce che proprio questi lavori sono la causa degli eventi franosi. A partire dalla denuncia della scarsa qualit&agrave; degli studi geologici preliminari della zona prima di iniziare a perforare la montagna, la conclusione &egrave; chiara: &ldquo;L&rsquo;analisi delle serie storiche di deformazione (&hellip;) ha evidenziato come l&rsquo;area della frana interessata dalla frana antica di Santa Maria Maddalena non abbia subito movimenti nel periodo compreso tra il 2003 e il 2010&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;<strong>Il futuro - </strong>Anche se viene escluso un crollo repentino delle gallerie dovuto a una frana di forte intensit&agrave;, gli studi concludono che nel corso del tempo essa produrr&agrave; danni irreversibili alle gallerie,che le renderanno, di fatto, inutilizzabili. Come a dire che la Variante di Valico, prima ancora di essere inaugurata, rischia di diventare un&rsquo;opera inutile e potenzialmente dannosa per la popolazione.</p>
<p>&nbsp;Intanto, verr&agrave; installato a Ripoli un presidio di Protezione Civile per monitorare le frane e un sistema di allarme abbinato a un piano di evacuazione per prepararsi nel migliore dei modi a possibili crolli. I quali certamente avverranno ma non &egrave; dato  sapere quando e con che intensit&agrave;.</p>]]></description>
      <guid>http://www.motorage.it/articolo_1906.aspx</guid>
    </item>
    <item>
      <link>http://www.motorage.it/articolo_1898.aspx</link>
      <title><![CDATA[Mercato Aprile ]]></title>
      <author>info@motorage.it</author>
      <pubDate>gio, 03 mag 2012 11.21.11 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p><img alt="" class="img_left" src="/upload/images/news/auto_usate_mercato.jpg" />&nbsp;<strong>Al  "-18%" ormai la crisi non fa pi&ugrave; notizia.</strong><br />
<em>Il mercato dell&rsquo;auto, nel mese d&rsquo;aprile, ha registrato un altro calo: rispetto all&rsquo;aprile 2012 si &egrave; immatricolato il 18% in meno di automobili: 129.663 autovetture nuove rispetto alle 158.113 di un anno fa. La performance dei primi 4 mesi dell&rsquo;anno &egrave; negativa per il 20,2%.</em></p>
<p>&nbsp;Secondo Jacques Bousquet, Presidente UNRAE &ldquo;Il calo del mercato non fa pi&ugrave; notizia e sembra che non interessi nemmeno al Governo che lo Stato abbia gi&agrave; perso circa 900 milioni di euro di mancato introito IVA dalla minor vendita di auto nei primi quattro mesi dell&rsquo;anno, con una contrazione del fatturato del settore di 5 miliardi di euro, e che sia atteso un ulteriore calo di 1,4 miliardi di euro di IVA da qui alla fine del 2012&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;Il presidente Bousquet pone l&rsquo;accento sulla drammatica situazione dei concessionari che, a causa del forte calo della domanda e della stretta creditizia da parte delle banche, sono avviate alla chiusura, con conseguenze altrettanto negative sul fronte occupazionale.</p>
<p>&nbsp;<strong>Aumenta il metano - </strong>La crescita inarrestabile del prezzo della benzina sta determinando un aumento della domanda di metano e gpl. Nel mese di aprile, infatti, il gpl ha rappresentato il 10% del totale, contro il 2,2% dello stesso periodo 2011. Calano, di conseguenza, gli acquisti di vetture benzina e gasolio.</p>
<p>&nbsp;Non va bene neanche per la raccolta ordini. Secondo le informazioni di UNRAE e ANFIA, in aprile sono stati stipulati 111.000 contratti, in calo del 30% verso lo stesso periodo dell&rsquo;anno scorso.</p>
<p>&nbsp;<strong>L&rsquo;andamento dei marchi -</strong> Continua la discesa inarrestabile del Gruppo FIAT, che in aprile 2012 (rispetto ad aprile 2011) vede scendere tutti i marchi principali e porta la sua quota di mercato sotto il 20%: nel 2011 era del 20,47. Attualmente &egrave; al 19,88%. Calano FIAT (-12,5%), Alfa Romeo (-19,5%) e Lancia / Chrysler (-2,5%). Pesante il risultato dei marchi Premium del Gruppo: Ferrari perde il 65%, Maserati l&rsquo;85%.</p>
<p>&nbsp;Pur caratterizzate da risultati a dir poco insignificanti, si segnala il buon risultato di Lamborghini (+20%, 6 macchine vendute contro 5 di aprile 2011), Aston Martin (+100%), Jaguar (+45%), Mini (+7,6%) e Land Rover (+3,55%). Male il marchio Porsche, che perde il 20%, Mercedes (-18%) e BMW (-11%).</p>
<p>&nbsp;Situazione negativa anche per tutti i marchi giapponesi: -39,4% per Toyota, -51% per Suzuki, -46% per Mitsubishi, -24% per Honda, -72% per Daihatsu (il marchio giapponese sta lentamente abbandonando il mercato italiano), -48% per Mazda, -81% Infiniti, -36% per Subaru, -36% per Lexus. Inaspettatamente, cala anche Hyundai (-5,8%) anche se, visti i tempi non &egrave; da considerarsi un risultato cos&igrave; negativo</p>
<p>&nbsp;<strong>Chi cresce - </strong>In questo scenario da bollettino di guerra con un numero consistente di &ldquo;caduti&rdquo; sul campo sono da segnalare le ottime performance di Chevrolet (+44%), Dacia (37%), Kia (+66%).   </p>]]></description>
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    </item>
    <item>
      <link>http://www.motorage.it/articolo_1895.aspx</link>
      <title><![CDATA[In Italia calano le immatricolazioni di veicoli pesanti]]></title>
      <author>info@motorage.it</author>
      <pubDate>lun, 30 apr 2012 12.18.02 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p><img alt="" src="/upload/images/news/mezzi_pesanti.jpg" class="img_left" />&nbsp;<em>Secondo i dati della ACEA (European Automobile Manufacturers Association), rielaborati dal Centro Ricerche Continental Autocarro, in Italia le immatricolazioni di mezzi pesanti sono in forte calo. Il dato riguarda sia autocarri pesanti (e cio&egrave; con peso di 16 tonnellate e oltre), sia gli autobus e i pullman.</em></p>
<p>&nbsp;<strong>La situazione &egrave; peggiore in Italia</strong> rispetto al resto d&rsquo;Europa ed &egrave; evidentemente il risultato del forte rallentamento economico in atto nel nostro Paese: va male l&rsquo;economia privata ma anche quella delle amministrazioni pubbliche, che a causa di forti deficit di bilancio o dell&rsquo;ordine, da parte del Governo, di non spendere un euro, non possono investire in migliori servizi al cittadino.</p>
<p>&nbsp;Per quanto riguarda gli autocarri il calo &egrave; pari al 18% rispetto al primo trimestre del 2011. Nel resto d&rsquo;Europa l&rsquo;andamento &egrave; pure negativo ma molto meno: in media il 3,5%.</p>
<p>&nbsp;<strong>In Irlanda</strong> (+27,2%), Regno Unito e Danimarca (+15,8%) il mercato &egrave;, invece, in controtendenza.</p>
<p>&nbsp;Invece limitatamente alle immatricolazioni di autobus e pullman il calo &egrave; del 24,7% rispetto al 2011. Il risultato &egrave; in controtendenza rispetto a quanto si ricava dalla media europea: il settore, infatti, &egrave; mediamente in crescita del 6,2%.</p>]]></description>
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    </item>
    <item>
      <link>http://www.motorage.it/articolo_1892.aspx</link>
      <title><![CDATA[Assicurazioni]]></title>
      <author>info@motorage.it</author>
      <pubDate>ven, 27 apr 2012 11.26.38 GMT</pubDate>
      <description><![CDATA[<p><img alt="" src="/upload/images/news/assicurazione_auto.jpg" class="img_left" />&nbsp;<strong>Gli automobilisti italiani mediamente in classe 4</strong><br />
<em>Facile.it, il leader sul territorio italiano per i preventivi assicurativi per l&rsquo;auto, ha svolto un&rsquo;indagine conoscitiva esaminando oltre un milione di preventivi elaborati da altrettanti automobilisti alla ricerca del rinnovo della loro polizza.</em></p>
<p>&nbsp;Si scopre, cos&igrave;, che la media del popolo italiano ha un contratto assicurativo in quarta classe di merito. Inoltre, secondo il campione analizzato, il 47% viaggerebbe addirittura in classe 1, la migliore. Anche se, a onor del vero, va osservato che una certa percentuale di preventivi &egrave; stata effettuata usufruendo dei benefici della Legge Bersani, che permette di &ldquo;ereditare&rdquo; la classe di merito pi&ugrave; favorevole del famigliare convivente.</p>
<p>&nbsp;<strong>Alcuni dati interessanti -</strong> ?Mediamente, le donne viaggiano in classe 5, gli uomini in classe 4. Tra i maschi, gli anziani sono coloro che dichiarano di la maggiore appartenenza alla classe 1. I giovani, per contro, rappresentano la percentuale pi&ugrave; bassa, che superano anche operai e disoccupati. </p>
Dal punto di vista dell&rsquo;analisi geografica, gli automobilisti pi&ugrave; virtuosi si trovano, a scendere,in Veneto, Molise e Valle d&rsquo;Aosta. I peggiori viaggiano in Puglia, Calabria e Lombardia.<br />]]></description>
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